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  • Immagine del redattoreFranz Foti

Aumentare povertà e disoccupazione, la ricetta degli ultra-ricchi per l’economia


Il CEO Tim Gurner

«Durante il Covid la gente ha deciso che non voleva più lavorare così tanto, e questo ha creato un enorme problema di produttività. La disoccupazione deve aumentare. A mio parere deve aumentare del 40-50%. Ci serve un’economia di sofferenza, dobbiamo ricordare alla gente che sono loro a dipendere dal proprio datore di lavoro, non il contrario. È avvenuto un cambiamento sistematico, i lavoratori dipendenti si sono messi in testa l’idea che il loro datore di lavoro è molto fortunato ad averli. Dobbiamo uccidere quell’atteggiamento, e lo dobbiamo fare provocando un danno all’economia, che è quello che si sta cercando di fare un po’ in tutto il mondo. I governi in giro per il mondo stanno cercando di aumentare la disoccupazione, per riportare un po’ di normalità. Cominciamo a vedere meno arroganza nel mercato del lavoro. Bisogna proseguire su questa strada, perché questo provochi un effetto a cascata sul costo del lavoro.»


Sta comprensibilmente facendo scalpore il video, che da poco più di un giorno circola sul web, in cui Tim Gurner, amministratore delegato dell’omonimo gigante immobiliare australiano, afferma candidamente quanto citato qua sopra.


La pandemia, dice Gurner, avrebbe sbilanciato il mercato del lavoro a favore dei dipendenti e non più dei padroni, e questo è inaccettabile. La soluzione? Danneggiare l’economia e far crescere del 50% la disoccupazione. A quel punto, le masse impoverite ricondotte a più miti consigli torneranno ad accettare ogni tipo di sfruttamento. Ah, no, scusate, volevo dire «questo provocherà un effetto a cascata sul costo del lavoro». Non c’è davvero bisogno di parafrasare nient’altro, però, perché è appunto tutto molto esplicito.


Alla sacrosanta indignazione dei più di fronte a questo genere di affermazioni, però, credo vado fatto un discorso di serietà, senza ipocrisie.

Dobbiamo ringraziare Tim Gurner. No, non per la gratitudine che dobbiamo a tutti i miliardari - anche perché lui in fondo ha un patrimonio personale di neanche 600 milioni di dollari - ma per la sincerità con cui ha voluto condividere la pressione cui sono sottoposti i piccoli imprenditori come lui.


È difficile per chi è un privilegiato imprenditore dipendente comprendere gli sforzi di un uomo come Gurner, costretto a vivere quotidianamente con la classe operaia che schiaccia il proprio stivale sul suo collo. L’enorme calo di produttività cui il magnate australiano fa riferimento, per non parlare delle assurde pretese dei lavoratori, gli hanno infatti permesso di aumentare il suo patrimonio della misera cifra di 98 milioni in un anno, passando dai 501 milioni stimati nel 2022 ai 599 del settembre di quest’anno.


Dobbiamo ringraziarlo, appunto. Perché la sincerità è un valore prezioso, di questi tempi. E perché ci permette di capire molto meglio il contesto in cui viviamo.

Rileggiamo le sue dichiarazioni pensando, ad esempio, alla battaglia contro il salario minimo e contro il sostegno al reddito che si è coraggiosamente intestato il nostro governo. Pensiamo alle politiche economiche che la destra - e purtroppo buona parte della sedicente sinistra - ci ha proposto anche solo negli anni recenti, dagli Stati Uniti, al Regno Unito, da molti paesi dell’Unione Europea alla nostra stessa Italia.

Il sospetto ci era venuto, ma ora è tutto più chiaro.

Lo fanno per noi, perché stiamo diventando pigri e viziati. Dobbiamo ringraziarli.

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