• Franz Foti

Bezos compra un aspirapolvere. E allora?


È notizia della scorsa settimana della possibile acquisizione da parte di Amazon di iRobot, l'azienda di alta tecnologia il cui prodotto principale è Roomba, il più celebre dei robot aspirapolvere. È lecito domandarsi cosa ce ne importi se Bezos si compra un aspirapolvere, e invece vi dico che dovremmo interessarcene, eccome.


Per prima cosa, questa acquisizione porterebbe Amazon ad aggiungere un altro componente fondamentale al suo pacchetto di apparecchi per la cosiddetta "smart home", assieme all'assistente vocale Alexa, al robot domestico Astro e alle telecamere di sicurezza Ring, in particolare, ma c'è molto di più. Perché, infatti, Amazon avrebbe dovuto comprare un'azienda come iRobot, il cui primato negli aspirapolvere robot è secondo i più destinato a terminare a brevissimo, e soprattutto con un debito che supera i 330 milioni di dollari, e che Amazon ha già promesso di ripianare immediatamente? Certo, a differenza dell'azienda spinoff del MIT, il colosso di Bezos può tranquillamente permettersi di concorrere al ribasso con la concorrenza asiatica, senza curarsi troppo delle perdite, pur di detenere il primato del mercato e aumentarne anzi la fetta, inserendolo nell'ecosistema della sua domotica, ma se l'idea è quella di ristrutturare l'azienda, perché Amazon avrebbe annunciato che ha intenzione di mantenere l'attuale gruppo dirigente, CEO compreso?


Il motivo appare abbastanza ovvio, ed è lo stesso di cui ho scritto in merito alla fallita acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk nell'ultimo numero di Ossigeno: anche questa acquisizione fa parte della corsa dei moderni oligarchi high tech ad acquistare i nostri dati.

Quando ci mettiamo in casa un Roomba, infatti, il simpatico robottino fa una mappa di tutta la nostra abitazione, stanza per stanza, una vera e propria planimetria dettagliata. Se lo associamo ad Alexa, che registra tutto quello che diciamo in casa nostra, ad Astro che la perlustra palmo a palmo e che usiamo persino per dare biscottini al nostro cane, o a Ring, che dal campanello di casa riprende chiunque passi di là, è l'ennesima enorme fette di big data su cui Amazon metterebbe le mani, che va ad aggiungersi a un'altra recente acquisizione, il gigante dell'assicurazione medica americana Medical One, che detiene i dati sanitari di decine di milioni di persone.


I multimiliardari come Bezos e Musk - e Zuckerberg e Page e molti altri - ci tengono d'occhio in ogni modo possibile, forse è il caso che cominciamo per lo meno a fare lo stesso, anche quando sembra stiano solo comprando un aspirapolvere.