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  • Redazione People

Con le parole di Liliana Segre



«Ai miei tempi la scuola iniziava in ottobre ed è impossibile, per me, non provare una specie di vertigine».

È al discorso della senatrice Liliana Segre in apertura della XIX legislatura che, quest'anno, abbiamo voluto dedicare il nostro taccuino per il Giorno della Memoria. Per la comunità di People questa ricorrenza ha un significato particolare. È a partire dalla memoria, infatti, che il nostro lavoro editoriale si è sviluppato. Una memoria che non è semplice ricordo del passato, ma che è relazione col presente, strumento di analisi dei cambiamenti che attraversano la società, termometro che ci permette di misurare il riproporsi di parole d'odio e di discriminazioni. La stessa senatrice Segre lo ricorda con il suo esempio e con la sua storia, la storia di una bambina «sconsolata e smarrita», che «fu costretta dalle leggi razziste a lasciare vuoto il suo banco della scuola elementare». Oggi quella bambina siede in Parlamento. E dal «banco più prestigioso del Senato» ha di fatto inaugurato la XIX legislatura. Una legislatura che ci restituisce una maggioranza saldamente di destra, che non fa fatica a riconoscersi in alcuni riflessi e atteggiamenti della peggior destra che il nostro Paese abbia conosciuto.

Nel taccuino che omaggeremo sul nostro sito dal 19 al 31 gennaio a chiunque farà un ordine sul nostro sito peoplepub.it troverete queste parole, le parole di Liliana Segre, impreziosite dall'immagine di copertina realizzata da Mauro Biani.


Non solo, abbiamo deciso di inserire in questa promozione anche "Il mare nero dell'indifferenza", il libro nato dal dialogo tra Liliana Segre e Giuseppe Civati dedicato proprio all'insegnamento della senatrice e al suo impegno nelle istituzioni.

E sempre in occasione del Giorno della Memoria abbiamo pensato anche a un pacchetto speciale, con quattro libri contro l'indifferenza, sempre nel segno delle parole di Liliana Segre: «Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare».

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