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Dedicato a chi si sente un pochino fascista: il Dizionario Antifa di People



Sono tempi così, nel paese della casa editrice che ha sede a Busto ma non colleziona busti.

Ignazio La Russa va a Gerusalemme e quando gli chiedono di commentare la frase di Gianfranco Fini (“fascismo male assoluto”, che peraltro Fini non disse proprio così), risponde che ha finito di fare dichiarazioni e che non è come in Italia che lo si può inseguire con un microfono. Flavio Tosi, il leader moderatissimo già sindaco di Verona e recentemente ricandidato anche con il sostegno di Italia Viva, ha detto – scherzando, s’intende – che si sente «un pochino fascista» e che non è un reato. Un pochino fascisti sono in tanti, nella maggioranza di governo, più o meno consapevolmente.


A tutti loro dedichiamo il Dizionario Antifa, a cura di Stefano Catone, con una menzione speciale per tutti coloro che hanno passato anni a dirci che i fascisti non c’erano più, che li vedevamo solo noi, che non è una questione politicamente rilevante. L’antifascismo è costituzionale e come tale andrebbe praticato quotidianamente. Non è di parte, né di una parte. È un tratto essenziale della Repubblica italiana. Chi ne sta ai vertici dovrebbe osservarlo, non rilasciare dichiarazioni ispirate al peggior predappiochismo. E in generale, per tutte e tutti, è il caso di ricordare che non è né storico né antiquario, l’antifascismo, perché dovrebbe ispirare le nostre scelte rispetto al presente e al futuro. Nei riguardi della democrazia, della libertà, dei diritti, soprattutto.

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