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Dieci anni da Lampedusa, sprecati



3 ottobre 2013, naufragio al largo di Lampedusa: molti altri in questi 10 anni, con un conto dei dispersi di almeno 26mila persone, senza contare tutte quelle di cui nulla sappiamo. E nulla è cambiato, nemmeno con l'avvicendarsi di governi di destra, di sinistra, di larghe intese e tecnici. Nell'ipocrisia della retorica delle tragedie, continuano politiche disumane e fallimentari.

Di questo parla il nuovo numero di Ossigeno, a partire dal “Racconto di due isole” di Giuseppe Civati: da Ventotene e il sogno di un’Europa di pace e senza confini a Lampedusa e il Mediterraneo di naufragi e respingimenti. C’è poi la testimonianza di Vito Fiorino che, con altri sette imbarcati sulla sua nave, salvò 47 persone dal naufragio la notte di quel 3 ottobre a Lampedusa e che, intervistato da Alessandro Rocca, ci racconta come «In dieci anni non è cambiato nulla. Anzi, la situazione è peggiorata. E quanto è peggiorata ce lo spiega Giorgia Linardi, portavoce della ONG SeaWatch, che intervistata da Paolo Cosseddu dichiara «Le politiche italiane dal 2017 in poi non fanno che alimentare le migrazioni irregolari e causare sempre più morti». E a proposito di politiche scellerate, Francesca Druetti parte dal report di Arci Porco Rosso e Alarm Phone per spiegarci chi sono davvero i cosiddetti “scafisti” cui Giorgia Meloni vuole dare la caccia «in tutto il globo terraqueo». Perché «Le morti nel Mediterraneo sono morti tragiche ma non sono morti di tragedia. Non li ha uccisi tragicamente, il mare, sono morti di politica», ci ricorda Jessi Kume nel suo pezzo dedicato alle politiche europee sulle migrazioni, viste con l’occhio di chi ha studiato e seguito le rotte migratorie con i propri occhi, ascoltando le testimonianze dirette di chi mette a rischio tutto per scappare dalla fame, dalla guerra, dal clima, dalla violenza, dallo sfruttamento. Sono 108 milioni di persone, ce lo ricorda Stefano Catone, quelle che «tra guerre, crisi umanitarie e cambiamenti climatici, rendono le migrazioni sono un fenomeno strutturale, in costante aumento. Non è un’emergenza, e sicuramente non una libera scelta». Parliamo poi, con Davide Serafin dell’ipocrisia dell’”Aiutateci a casa nostra”, cioè di un governo che dal grido “Invasione!” è passato in un attimo al nuovo Decreto Flussi, perché la nostra economia senza migranti semplicemente rischierebbe di fallire. Francesco Foti parte dal libro rivelazione “Rosso Cobalto” di Siddharth Kara - edito da People - per parlare di schiavitù moderna e terre rare, perché un’ipocrisia ancor più grande è quella del “aiutiamoli a casa loro”, che diventa “schiavizziamoli a casa loro”. La terza (e ultima?) ipocrisia è quella che descrive la redazione di Scomodo: quella di un popolo di migranti - ben 27 milioni in un secolo - che si scopre a fare le barricate contro chi, in fondo, vive oggi la stessa storia.

E ancora la satira di Tommaso Faoro e di Lercio, le tavole di Tartarotti, le rubriche di Laura Campiglio e Marco Tiberi, quelle dedicate a fotografia e graphic novel: questo e molto altro in Ossigeno numero 13, come sempre su peoplepub.it.

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