top of page
  • Immagine del redattoreDavide Serafin

Dignità salariale, dignità parlamentare

Ossigeno è un blog, ma anche una rivista trimestrale: è in uscita il numero 14, Homeless, dedicato al tema della casa. Se ti piacciono i nostri articoli, acquistala o abbonati cliccando qui.



Sì, la maggioranza di destra ha affossato la proposta di legge delle opposizioni sul salario minimo. Cos’altro vi sareste aspettati? Lo ha fatto forse nel modo più truce, ossia trasformandola - con un singolo emendamento - in una legge delega al governo. Ha svuotato il contenuto e ha tenuto il contenitore, per farne cosa chissà. D’altronde, cos’altro vi sareste aspettati dal governo più di destra della storia del Paese? Non è dignitoso per una democrazia compiuta utilizzare questi trucchi da quattro soldi, anche se i più affezionati agli scranni di Montecitorio potrebbero fornirvi innumerevoli testimonianze di sgambetti, tiri mancini, colpi sferrati a tradimento alle spalle. Se si dovesse intavolare un dibattito sulla dignità salariale, appena dopo potrebbe essere utile aprirne uno sulla dignità parlamentare. Perché il voto odierno è stato tutto tranne che dignitoso, anche per chi all’opposizione giustamente grida al torto subito.


"Bagarre e cartelli in aula", scrivono sui giornali. Testi di legge strappati davanti alle telecamere, deputati che occupano le sedute riservate al governo. Grida e momenti concitati, seduta sospesa e commessi alla ribalta per cercare di domare “l’insurrezione” delle opposizioni. Chissà se, una volta chetate dinanzi a una fumante matriciana, le fervide menti si siano per un attimo rivolte a sé stesse domandandosi ove fosse stato commesso il fatal errore. Che c’era un tempo utile per approvare il salario minimo, quel tempo in cui entrambi i poli dell’opposizione erano al potere e pur potendo decidere di unirsi a tal scopo, scelsero di dividersi.

bottom of page