top of page
  • Immagine del redattoregiuseppe civati

Elezioni di lungo termine



Le elezioni europee sono troppo spesso considerate elezioni di medio termine, rispetto alle vicende politiche nazionali. E invece dovrebbero essere interpretate come elezioni di lungo termine. Perché i processi sono più lunghi, appunto, e più grandi, e perché le elezioni in Europa determinano ciò che accadrà alla nostra vita ben più di quanto non possa fare la competizione elettorale di un singolo Paese. Perdere di vista questo orizzonte, per interessi di parte o addirittura di corrente, è già una straordinaria concessione al nazionalismo che ancora condiziona le istituzioni europee e la loro politica, e che le forze politiche arrembanti dei due gruppi più conservatori vorrebbero addirittura aumentare. Ci vuole una visione d’insieme, che è proprio quella richiesta dal progetto europeo fin dalla sua nascita.

 

Andiamo per punti.

 

La destra, quella estrema, cresce in Europa da anni. Non è affatto una novità di queste elezioni europee. Cresce politicamente perché il nostro immaginario è sempre più suo. Le posizioni più estreme non sono più considerate inaccettabili, ma sono state recepite da molte forze politiche e quindi istituzionalizzate.

La (pessima) novità del 2024 è che un’ulteriore crescita della compagine euroscettica potrebbe arrivare a condizionare le istituzioni europee più di quanto – dall’esterno – non abbia già fatto. Gli effetti li abbiamo già sentiti: la destra moderata in questi anni si è molto radicalizzata, soprattutto sulla questione migranti, dopo il 2015 e la “crisi dell’accoglienza” (già chiamarla così, da parte di tutti, è stata una scelta politica gravida di conseguenze). A giugno, un’affermazione consistente di Fratelli d’Italia e dei cugini europei, nonché della Lega e degli amici ultrà che Salvini ha recentemente invitato a Firenze, potrebbe completare il processo, costringendo i popolari europei – la destra sempre meno moderata – a rivedere non solo la linea politica ma addirittura il quadro generale delle alleanze, rinunciando allo schema abituale (l’alleanza con i socialisti e con i liberali) per rivolgersi, appunto, ancora più a destra.

 

La sinistra, che pure “resiste” in alcuni Paesi, rischia di subire questo processo, a livello continentale, senza offrire una nuova visione che possa cambiare gioco e risultati. Lo schema, in Italia, lo conosciamo bene, perché è appena accaduto quello di cui sto scrivendo: dopo anni di larghe intese, si è affermata una compagine politica di estrema destra, che si è addirittura presa tutto il governo del Paese. In Europa non succederà in modo così clamoroso, sia per le proporzioni del voto sia per il sistema elettorale, che ha molto aiutato Meloni e la destra. Ma la tendenza potrebbe essere simile a quella che abbiamo visto nel nostro Paese.


Continua a leggere su Ossigeno numero 15, disponibile qui. Coloro che sottoscrivono un abbonamento possono indicare un'altra persona a cui regalare un anno di rivista. Inoltre, con il Pacchetto Europa, oltre al numero. si ricevono tutti i titoli People dedicati all'argomento, a soli 35 euro.

Comentários


bottom of page