top of page
  • Immagine del redattoregiuseppe civati

I fascisti del ma e del but



Nel 2021, quando scrissi Non siete fascisti ma e iniziai a parlare dei fascisti del ma e del fascismo a tratti o a pezzetti che si stava manifestando nella nostra società e più in generale nella vita politica europea e non solo, molti fecero spallucce, qualcuno si indignò: in generale ci si ribellava all’idea stessa che si potesse parlare di fascismo, cento anni dopo.


Molti commentatori democratici si inalberarono: a soli tre anni di distanza dalla prima edizione è curioso leggere gli editoriali degli stessi autori prendere sul serio il rischio di una deriva illiberale, partecipare da militanti a chat antifa e adottare toni resistenziali in ogni intervento.


Il pamphlet uscì un anno prima che Meloni (e Salvini, con Berlusconi a rimorchio) vincessero le elezioni. Oltre alla sensazione di portare sfiga che mi accompagna, ricordo che un anno dopo le preoccupazioni e le cautele che esprimevo divennero realtà politica a tutto tondo. E queste preoccupazioni e queste cautele non hanno fatto che crescere, anche in ragione di un fenomeno che non riguarda soltanto l’Italia ma trova rappresentanza in ogni paese, dai Repubblicani sempre meno moderati al seguito di Donald Trump agli arrembanti “nazisti del ma” di Alternative für Deutschland, alla costante ascesa di Marine Le Pen agli amici spagnoli di Yo soy Giorgia (apodada Giorgia…) e ai loro colleghi portoghesi – per non parlare degli svedesi e dei finlandesi, degli olandesi e degli ungheresi, con Orbán capofila e Putin sullo sfondo.


Insomma, se prima parlare di «democrazia illiberale» e di torsioni autoritarie dei nostri sistemi politici sembrava una esagerazione senza fondamento, ora non si parla d’altro. Oltre a parlarne – in ritardo – consiglio vivamente di comprendere le cause di questo movimento, di conoscerlo più a fondo, di interrogarci su ciò che si dovrebbe fare in alternativa. E di farlo presto, perché sta già succedendo, da un bel po’ di tempo.


Lo dicono anche i giornali, quindi deve essere vero…


Per tutto questo, oltre a Non siete fascisti ma in una versione aggiornata, è uscito Non siete fascisti but, che è il sequel (o, forse, il prequel) a livello europeo, e riparte il podcast con Laura Campiglio, per una seconda e nuova stagione. Lo trovate su Spotify, Spreaker e su tutte le piattaforme.

Comentários


bottom of page