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  • Jacopo Di Miceli

Il complottismo USA che alimenta l’odio contro la comunità LGBTQ+



Il 13 dicembre, a San Antonio, in Texas, una milizia di estrema destra, insieme a neofascisti e complottisti vicini a QAnon, ha avuto uno stallo in armi con attivisti LGBTQ+ per impedire uno spettacolo di drag queen in un teatro. Non si è verificato nessun incidente, per fortuna, anche grazie all’interposizione dissuasoria della polizia, ma come siamo arrivati a questo punto?

Negli Stati Uniti è infatti sempre più frequente vedere estremisti armati, come - nel caso di San Antonio - la This Is Texas Freedom Force (già monitorata dall'Fbi), intimidire la comunità trans e queer accusandola di "adescare" i bambini e di propagandare "perversioni sessuali", tra cui la pedofilia.

Il complottismo è il vero trait d'union fra i gruppi radicali e la "gente comune" in pieno panico morale, terrorizzata che un'agenda globalista guidata da Soros o dalla Cia voglia sessualizzare i bambini attraverso "l'ideologia LGBTQ".


Dire di voler soltanto proteggere i bambini è una vecchia e abusatissima strategia per dipingersi come eroi morali e compassionevoli e nascondere allo stesso tempo i contenuti d'odio. In fondo, a chi non stanno a cuore i bambini? Vale non solo per l'omotransfobia e per QAnon, ma anche per l'antivaccinismo, come in questa protesta australiana dello scorso anno caratterizzata dall’ostentazione di cappi e forche destinati ai politici.

A San Antonio, però, l’ideologia complottista si fondeva con i simboli più riconoscibili del fascismo, esibiti dai giovanissimi membri del Patriot Front.

Si tratta di un'organizzazione piccola, ma rumorosa. Fondata dal suprematista bianco Thomas Rousseau dopo la marcia Unite the Right a Charlottesville, nel 2017, ama le proteste appariscenti performative, al grido di "Reclama l'America!", ed è cementata da un culto della mascolinità e del fitness e da un’oppressiva atmosfera paranoica di controllo. A differenza degli altri gruppi dell'Alt-Right e dell'estrema destra, Rousseau impone di evitare il linguaggio d'odio e violento, per concentrarsi invece su una campagna propagandistica a tappeto. L’obiettivo a lungo termine è la creazione di un etnostato bianco in America.


La presenza dei neofascisti del Patriot Front a San Antonio è significativa, perché è come se dicessero che la comunità LGBTQ+ non ha diritto a essere parte a pieno titolo della nazione. Lo scorso giugno, 31 membri del Patriot Front sono stati arrestati in una grande operazione di polizia perché programmavano di scatenare disordini durante il gay pride di Couer D’Alene, in Idaho.

Ma non sempre le forze d’ordine sono riuscite a scongiurare il peggio. Il 19 novembre il 22enne Anderson Aldrich ha ucciso 5 persone e ne ha ferite altre 17 in un gay club a Colorado Springs e deve ora fronteggiare35 capi d'accusa, fra cui diversi legati a crimini d'odio. Sul suo sito inneggiava all’assassinio di civili, sulla falsariga del terrorista australiano di Christchurch Brandon Tarrant, e userebbe i pronomi delle persone non-binarie (he/them) per trollare e insultare chi non si riconosce nel binarismo di genere.

Per questi motivi, gli attivisti LGBTQ+ e antifascisti hanno cominciato a presentarsi a loro volta pesantemente armati, negli Stati in cui è consentito, per proteggere marce, eventi e spettacoli, anche perché la netta superiorità numerica sui pericolosi contestatori non ha finora mai garantito l’incolumità personale.


Il trend è chiaro. Negli Stati Uniti l'odio contro la comunità LGBTQ+ sta montando: il numero delle proteste dell'estrema destra negli ultimi 6 mesi è quadruplicato rispetto a inizio anno, e si è altresì moltiplicato il coinvolgimento di movimenti come i Proud Boys e il Patriot Front.

Nonostante gli attivisti spesso si ingegnino per stemperare la tensione, ad esempio cantando o suonando, anche un semplice "drag queen bingo" diventa un evento militarizzato, con gli sceriffi federali a fare da cordone.

A essere soprattutto prese di mira sono le cosiddette "drag queen story hour", banali letture di fiabe e favole recitate da drag queen nelle librerie per bambini, allo scopo di promuovere tolleranza e diversità.

Il 3 dicembre una drag queen story hour a Columbus, in Ohio, è stata cancellata per la presenza intimidatoria di 50-70 membri, con equipaggiamento militare, dei Proud Boys e del Patriot Front, intenti a fare il saluto nazista. Non è un caso isolato. A ottobre un'altra lettura è stata cancellata a Orlando, in Florida, a causa delle minacce di gruppi neonazisti.


Come osserva il ricercatore Michael Hayden, i potenziali obiettivi sono selezionati da noti influencer di destra e i militanti estremisti si muovono successivamente per sabotarli e attaccarli. Siamo insomma di fronte a una nuova isteria complottista, un panico morale che è un'evoluzione del panico satanico e di QAnon, in cui la costante è la demonizzazione delle persone di sinistra come adescatori e pedofili.

Poiché, esteriormente, sembrano fenomeni che riguardano solo estremisti, complottisti e marginali, tendiamo a non darci peso, sottovalutando però la loro decisiva copertura politica e mediatica.

Lo si nota in uno spot elettorale della candidata governatrice repubblicana (poi sconfitta) in Michigan, Tudor Dixon, che attribuisce all'avversaria democratica la volontà di "indottrinare i nostri bambini con una drag queen in ogni classe".

Oppure su Fox News, dove il collaboratore dell'organizzazione conservatrice Turning Point USA Rob Smith sostiene che le drag queen story hour siano un piano della sinistra radicale per normalizzare la pedofilia.


Sempre su Fox News (il canale all news via cavo più visto negli USA, ricordiamolo) un mese prima della strage in Colorado, Tucker Carlson concludeva questa intervista sulle drag queen story hour affermando che "le persone dovrebbero di sicuro armarsi".

Convinti di essere legittimati dall’alto, uomini violenti irrompono nelle librerie della California terrorizzando (loro sì) dei bambini che stanno semplicemente ascoltando una storia.

In molti Stati, poi, i repubblicani stanno tentando di ostacolare l'educazione alla tolleranza di genere nelle scuole. Capofila è il governatore della Florida Ron DeSantis, possibile sfidante di Trump, che ha proibitolezioni in classe su orientamento sessuale e identità di genere nell’ambito della cosiddetta legge “Don’t Say Gay”.

DeSantis sta combattendo una vera e propria crociata "anti-woke" e ha persino approvato misure per penalizzare economicamente aziende (come Disney), fondi pensione e club di baseball che sposano valori progressisti, dal clima ai diritti, da lui ritenuti “un’agenda ideologica”.


Una deriva solo americana? No, perché - come ha scoperto la no profit Hope not Hate -, reti neofasciste inglesi, motivate da teorie complottiste sul "genocidio bianco", stanno attaccando con gli stessi slogan e gli stessi mezzi le drag queen story hour dall’altra parte dell’Atlantico. Secondo loro, i diritti LGBTQ+ sarebbero uno strumento per indebolire la famiglia tradizionale bianca e ridurre il tasso di natalità dei Paesi occidentali.

Uno degli aspetti più preoccupanti, ma non sorprendenti per chi studia il complottismo, è che l'isteria anti-LGBTQ+ sta attirando gruppi no-vax, come gli Alpha Men Assemble inglesi, in un circolo infinito di radicalizzazione.

I complottisti sono insomma alla continua ricerca di “crisi” e di pretesti per imporre la loro visione totalitaria al resto della società. Jacopo Di Miceli, giornalista, è il curatore di Osservatorio sul Complottismo (su Facebook, Instagram, Twitter e via newsletter che trovate raccolte qui). Per People ha pubblicato L'ideologia della paura.

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