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  • Immagine del redattoreMarilena Umuhoza Delli

Il nuovo volto dell'"italiano vero"

 



Il festival di Sanremo si è appena concluso, ma per le nuove generazioni di italiani e italiane con background migratorio il vincitore è uno solo: Ghali.

 

Ghali che ha lanciato un messaggio di pace mandando in tilt una rete, la Rai, che a posteriori ha rilasciato un comunicato stampa per scusarsi con la comunità ebraica. Con il suo “stop al genocidio”, diventato uno degli hashtag più trendy sui social media, Ghali non ha fatto che lanciare un appello all’unità, per Gaza e per il mondo intero. Un appello che non possiamo silenziare così, con un comunicato stampa negazionista.

 

Ma l’appello di Ghali è rivolto anche a noi italiani, di tutti i colori e con ogni background: volando più alto della politica, ci ha ricordato cosa voglia dire essere realmente italiani.

 

La sua esibizione alla quarta serata del festival di Sanremo con un medley dal titolo Italiano vero è l’inno d’Italia che aspettavamo da sempre. Un inno corale e sentito che racchiude l’Italia intera, non soltanto i Fratelli. Dentro all’inno di Ghali ci sei tu, ci sono io e soprattutto ci sono le donne e gli uomini italiani di origine straniera. Sono loro i grandi assenti, quelli snobbati da libri di storia che ci raccontano un’Italia bianca e maschile — alla faccia delle grandi donne che hanno dato la vita per questo Paese e di tutte le persone multietniche che hanno contribuito alla sua crescita culturale e politica. Come Caracalla, l’imperatore romano-libico che circa 2000 anni fa estese la cittadinanza a tutti, mostrandosi più avanti di molti legislatori di oggi. O Menen Abegasc, partigiana nera battutasi fino alla fine contro una delle pagine più buie di questo Paese, il fascismo.

 

Il medley di Ghali è un cocktail di hit antifasciste all’ennesima potenza. E non potevano che provenire da lui, l’idolo italiano che fa della sua arte, la musica, uno strumento politico per eccellenza. Bayna, la canzone di apertura del suo medley prodotto con Ratchopper, è anche il nome della nave che ha donato a Mediterranea Saving Humans —solo lo scorso novembre ha salvato 227 vite, tra cui un bimbo di due mesi. Un testo, Bayna, completamente in arabo, che fa esplodere la testa a chi ancora crede che l’italianità passi per la bianchezza. Perché “c’è ancora chi ha la mente chiusa ed è rimasto indietro, come al Medioevo,” canta Ghali nel secondo pezzo del medley, Cara Italia. “Il giornale ne abusa, parla dello straniero come fosse un alieno senza passaporto, in cerca di dinero” continua. Straniero a chi? Verrebbe da chiedere. Questa è “Casa mia” ci ha ricordato Ghali nella sua canzone, classificatasi quarta al festival di Sanremo, che ha avuto il pregio di rendere mainstream un argomento snobbato dalla politica italiana: la legge sulla cittadinanza. In Italia ci sono circa un milione di giovani nati o cresciuti qui che non sono riconosciuti come italiani. Non possono andare in gita all’estero, fare l’Erasmus, partecipare ai concorsi pubblici o a gare sportive a livello agonistico. Peggio ancora, non possono votare. Dovranno aspettare fino ai 21 anni, burocrazia permettendo.

 

Ghali ha ricordato all’Italia intera cosa voglia dire essere italiani. Lo ha fatto intonando lo storico successo firmato Toto Cutugno, cantautore venuto a mancare lo scorso 22 agosto. Il suo L’italiano fu presentato proprio a Sanremo nel 1983. 41 anni dopo, Ghali lo ha fatto rinascere alla fine del suo medley, omaggiando Cutugno e offrendo un nuovo volto all’italiano vero. Un italiano di origini tunisine che racchiude in sé l’Italia di oggi: una vibrante comunità multietnica, cosmopolita e orgogliosamente attaccata a questa terra.

 

Nel mese di febbraio, storicamente dedicato alla cultura black nel mondo, Ghali ha fatto sognare (e commuovere) milioni di donne e uomini italiane come me, con background migratorio. Di più, ci ha fatto uscire dall’ombra puntandoci tutti i riflettori addosso. E lo ha fatto in grande stile, con una classe e un’eleganza con cui nessuno, sul palco dell’Ariston, poteva competere.

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