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  • Immagine del redattoregiuseppe civati

Il paese in cui non legge nessuno


È un grosso problema per il mondo editoriale italiano che la nostra classe dirigente legga solo le copertine dei libri che cita, di cui si occupa, a cui fa riferimento.


Abbiamo avuto lo strepitoso caso del premio Strega e del ministro della Cultura che si riprometteva di leggere i libri per i quali aveva votato. Poi, in una delle sue tipiche uscite a vanvera, Matteo Salvini sbandierava la copertina di un numero di Topolino con il ponte di Messina: peccato che la storia all’interno di quel numero parlasse del fallimento del ponte e che lo stesso Salvini per anni avesse usato l’argomento di rara stupidità a proposito del settimanale, ricorrendo spesso alla domanda «dove l’hai letto, su Topolino?».


Ora si fa un gran parlare del libro del generale ultraconservatore. Dopo qualche timida presa di distanza, la compagine governativa lo ha, con toni diversi, rivendicato. Esponenti di Fdi e il solito Salvini, che – come sopra – si ripromette di leggerlo, ma intanto commenta, paragonando il generale a Giordano Bruno, conducendoci così al cortocircuito più totale.


I media notano il silenzio di Giorgia Meloni e il fatto che non abbia ancora commentato in alcun modo. Chi dice che non interviene perché il suo mondo è spaccato, perché tanti che la pensano come il generale votano per lei, che insomma non è il caso di farsi nemici in casa.


La verità è però che gran parte delle cose che il generale scrive le diceva anche Giorgia Meloni. Non solo le diceva, soprattutto nelle sue sortite spagnole dai suoi amici camerati di Vox, le scriveva proprio e le scriveva in libri pubblicati di recente, ad esempio nel testo firmato con Alessandro Meluzzi di cui anche Ossigeno ha riportato una lettura (delle pagine interne) a cura di Lorenzo D’Agostino. O nelle tesi congressuali del suo partito, a Trieste, a cui forse si richiamava il ministro Lollobrigida nelle sue uscite sulla sostituzione etnica e il nazionalismo - tesi di cui parla il libro in uscita I nipoti di Mussolini e di cui ci occupiamo nella terza edizione di Non siete fascisti ma.


Siamo un paese in cui si legge poco, lo sappiamo. Il problema è che ultimamente pare che non legga proprio nessuno. E ci sorprendiamo, di tanto in tanto, che simili argomenti circolino, come se fosse la prima volta. Come se provenissero da personaggi eccentrici e non fossero invece condivisi da un’intera compagine di governo. Che sta sempre sulle copertine dei giornali. Sarà per quello.

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