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  • Immagine del redattoreJessi Kume

Il permesso di essere crudeli



“The permission to be cruel” è il titolo di un articolo del criminologo Monish Bhatia che racconta le politiche di immigrazione e asilo in Inghilterra.


In Italia il permesso di essere crudeli mi fa pensare al Ministro Piantedosi che dalla strage di Crotone questo permesso lo rivendica quotidianamente con dichiarazioni crudeli che smentisce con dichiarazioni perfide. Sembrano dichiarazioni di una persona che non ha la più pallida idea del fenomeno che sta gestendo. Lui sa solo che non devono partire (da dove?). E che i confini devono essere difesi (da cosa?). Il capo dei crudeli è Salvini che fa peggio, banalizzando, buttandola in caciara.


Piantedosi, uomo di Salvini, sceglie la via di Salvini. Ha la copertura. Il velo impietoso. Dà la colpa della morte ai morti che hanno sbagliato a morirci davanti agli occhi. Dovevano morire lontani. Poi cerca di aggiustare. Smentisce. “Non partite, veniamo a prendervi noi”. Dove? Come? Non si è riusciti a prenderli a 150 metri dalle nostre rive.

Prosegue il Ministro in Commissione Affari Costituzionali dicendo che si emoziona addirittura prima della tragedia, lui. Questo governo non prende lezioni di umanità da nessuno, non prende nemmeno lezioni di emozione. Quello che sappiamo per certo, è che non prende mai la responsabilità.


Dalle ricostruzioni della stampa e della guardia costiera, la strage di Crotone era evitabile.

Il comandante Aioli di Crotone dice che c’erano le condizioni per un salvataggio. Che la guardia costiera può uscire in mare con il dovuto equipaggiamento anche con forza 8. Quella notte la forza era 4.

In ogni caso, è incredibile che a 150 metri dalla riva sia stato impossibile effettuare un soccorso. I superstiti dicono che molti sono morti perché non sapevano nuotare. Per non entrare poi nel merito delle sei ore di buio che passano dall’avvistamento della barca alla mobilitazione dei soccorsi. Questa a casa mia si chiamerebbe omissione di soccorso. Ma a casa mia c’è Piantedosi.


La strage però era evitabile da prima. Il mare ci restituisce i cadaveri, come a dirci sveglia, come a dirci che ce ne sono così tanti che oramai straripano, come a dirci non li sostengo più questi morti. Morti che il mare accoglie perché noi non accogliamo i vivi.


Ma se da un lato c’è la crudeltà fine a se stessa che non risolve niente, dall’altro ci siamo noi. La società civile. A Roma in Piazza dell’Esquilino in meno di 24 ore centinaia hanno risposto alla chiamata di Mediterranea. Se ne stanno organizzando altre in diverse città di Italia.


E allora la parola, l’antidoto, che viene in mente è: mobilitazione. Difendiamoli noi i confini, difendiamoli dalla crudeltà di chi li vuole crudeli a propria immagine e somiglianza.

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