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  • Immagine del redattoreGiampaolo Coriani

Il ridicolo democraticamente eletto



Sono state pubblicate le motivazioni delle ordinanze con cui il Tribunale di Catania non ha convalidato i provvedimenti di trattenimento emessi dal Questore della provincia di Ragusa nei confronti di tre migranti di fatto ristretti a Pozzallo e di conseguenza “liberati”.

Il principio fondante delle pronunzie non è nuovo, è sempre lo stesso che ritroviamo in tutte le sentenze dai decreti sicurezza in poi: la legge ordinaria, in questo caso la nuova normativa sulla cd. procedura accelerata in frontiera per richiedenti asilo, non può violare fonti sovraordinate, come la Costituzione e le direttive dell’Unione Europea.

Sembra abbastanza banale, si studia al primo anno, eppure ai sedicenti giuristi di questa destra non entra proprio in testa.

Così, di conseguenza, queste norme possono e devono essere disapplicate dal giudice ordinario.

Qui si possono leggere i provvedimenti e una disamina obiettiva sulla fondatezza delle ragioni strettamente giuridiche che li sorreggono.

Quindi, si ripete, una questione giuridica.


In queste ore, invece, la Presidente del Consiglio sta attaccando sul piano personale la magistrata che ha emesso i provvedimenti in questione.

Un attacco tanto violento quanto infondato e strumentale e soprattutto, come rilevano gli organi di informazione, infarcito di affermazioni non veritiere.

Sul suo profilo Facebook, fra un post sulla festa dei nonni e un apprezzamento per uno spot, scrive Meloni:

Sono rimasta basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili ("le caratteristiche fisiche del migrante, che i cercatori d'oro in Tunisia considerano favorevoli allo svolgimento della loro attività") rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia Paese non sicuro (compito che non spetta alla magistratura) e scagliandosi contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto.

Basta leggere i provvedimenti per capire che la questione delle caratteristiche fisiche del migrante non c’entra nulla con la motivazione.


E’ solo la giustificazione data dal migrante alla propria richiesta di asilo, ma rileva unicamente per la carenza di esame, e quindi di motivazione del trattenimento.

Né il Tribunale dichiara unilateralmente la Tunisia Paese non sicuro, compito che secondo lei non spetta alla magistratura (ma evidentemente al governo) anzi è proprio il contrario: la “sicurezza” di un Paese, dice il Tribunale, non può essere stabilita da nessuno in assoluto ma deve essere valutata caso per caso in relazione alle singole situazioni.

Quindi il Tribunale ritiene illegittimo il provvedimento senza entrare nel merito della “sicurezza” del Paese, ma semplicemente rilevando come non vi sia alcuna motivazione specifica sul caso singolo, non easminato.

Peraltro, e basta leggere, le ragioni del rigetto non riguardano affatto queste caratteristiche fisiche.

Sorvoliamo pure sull’analfabetismo istituzionale del “governo democraticamente eletto” e sulla violenza di aver attribuito a un magistrato di “scagliarsi” contro di esso, quando invece ha fatto solo il suo lavoro, perché è più grave quel che scrive prima: “Certo, tutto diventa molto più difficile se nel frattempo altri Stati lavorano nella direzione diametralmente opposta, e se perfino un pezzo di Italia fa tutto il possibile per favorire l’immigrazione illegale. E non parlo solo della sinistra ideologizzata e del circuito che ha i propri ricchi interessi nell’accoglienza.”


Quel pezzo di Italia sarebbe la magistratura, con la sinistra ideologizzata e chi guadagna dall’accoglienza.

Evitiamo la domanda retorica “Ma come può una Presidente del Consiglio etc etc” perché lo fa da sempre, da quando era all’opposizione, in parole e in video (esilarante quello cult sulle accise, un po’ meno dopo aver fatto il pieno) e non intende smettere nonostante il nuovo ruolo.

Sorvoliamo pure sul paradosso di aver (Piantedosi) giustificato la famosa cauzione di 4.938 euro con direttiva 2013/33/UE, cd. direttiva accoglienza (“Ce lo chiede l’Europa!”), quando la stessa è in contrasto proprio con quella direttiva (“I provvedimenti hanno poi rilevato come la garanzia finanziaria non si configuri di fatto come una misura alternativa al trattenimento, essendo l’unica possibilità per lo straniero (del tutto ipotetica, peraltro) di sottrarsi al trattenimento stesso. La direttiva accoglienza, infatti, (art 8 par 4) prevede la possibilità per gli stati di prevedere la garanzia finanziaria come misura alternativa al trattenimento unitamente ad altre misure, la cui diversificazione consente di evitare gravi discriminazioni e la loro applicazione secondo il principio di proporzionalità (considerando 15 direttiva accoglienza: I richiedenti possono essere trattenuti soltanto nelle circostanze eccezionali definite molto chiaramente nella presente direttiva e in base ai principi di necessità e proporzionalità per quanto riguarda sia le modalità che le finalità di tale trattenimento” come da citata nota Dott.ssa Silvia Albano)


Quello su cui neppure Meloni può sorvolare, però, è il diritto.

Quindi il Ministero dell’Interno faccia ricorso in Cassazione e Meloni attenda la decisione.

Sarà un pochino più complicato accusare anche quei magistrati di favorire l’immigrazione illegale senza coprirsi definitivamente di ridicolo, pur se democraticamente eletto.

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