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  • Paolo Cosseddu

Il villaggio gallico


Nel 2022 dopo Cristo tutta l’Italia è occupata dalle Sinistre… Tutta? No! Un piccolo villaggio della Pontinia, abitato da irriducibili camerati, resiste ancora e sempre all’invasore. Con tante scuse ai creatori di Asterix e Obelix - va detto che Meloni e Crosetto avrebbero il physique du rôle per la parte - a tre mesi circa dalle elezioni il risultato più significativo ottenuto dal nuovo esecutivo è sicuramente quello di essersi intestato, oltre che il Governo del Paese, anche l’opposizione. In questi giorni di discussione sulla manovra se ne stanno sentendo di tutti i colori, ma in qualche modo anche gli errori più madornali scantonano, e il consenso di Fratelli d’Italia è più alto che mai.


Il fallimento dell’operazione Pos è un buon esempio: volevano, fortissimamente volevano toglierli, questi pagamenti elettronici, c’era persino tutto un teorema dietro riguardante la valuta ufficiale e quella privata, ovviamente una sciocchezza, ma poi non se ne è fatto nulla, e chi ha appeso minacciosi cartelli No-Pos li ha dovuti metter via, in attesa di tempi migliori. La colpa però è dell’Europa tiranna, così come in tot altre questioni c’è sempre qualcuno con cui prendersela. Gli italiani sembrano abbozzare, e i sondaggi schizzano. Ciò malgrado, Mario Draghi è ancora davanti a Giorgia Meloni nell’apprezzamento generale, per quel che valgono queste rilevazioni. Anche in termini di senso: le due figure politiche che gli italiani preferiscono sono l’ex premier e il suo opposto, ovvero la premier attuale che era l’unica a non sostenerlo. Un mondo di pazzi.


Comunque, la narrazione da assedio del piccolo villaggio gallico funziona, del resto Giorgia la conosce molto bene avendo passato decenni a fianco di uno che, se non l’ha inventata, di certo l’ha usata parecchio: anche da Premier, anche con maggioranze ampie, Silvio ha sempre fatto la vittima, incolpando i governi precedenti, la sinistra, i comunisti, e persino i suoi alleati quando non riusciva a fare proprio tutto-tutto quello che gli sarebbe piaciuto. Chiese anche i pieni poteri, pure in questo caso non una mossa inedita ma certamente imitata da chi è venuto dopo.


“La pacchia è finita” è il “boia chi molla” del momento, ma la vera e infinita pacchia è poter fare la minoranza anche quando si è maggioranza, e avere a disposizione una così ampia casistica di cose terribili fatte dagli avversari da poter giustificare tutto e il contrario di tutto. Pensate alla questione del reddito di cittadinanza: Conte ormai fa il tutor fuori tempo massimo, è costantemente circondato da percettori a favore di camera. Però il destino è beffardo, e facendo cadere Draghi, che pur con tutti i suoi difetti il reddito di cittadinanza l’aveva mantenuto, è stato proprio Conte a favorire l’ascesa di chi lo sta demolendo. Persino nel Pd si inizia ad abiurare quell’esperienza che fino a ieri definivano fondamentale. A proposito dei Dem, si può sempre contare sul fatto che manchino di qualsiasi senso della misura: quel governo andava preso per quello che era, un esecutivo nato in una fase politicamente complessa, e di crisi del Paese, guidato da una persona di prestigio internazionale, da sostenere insieme a forze con idee molto diverse. Non c’era bisogno di gridare al secondo avvento, giusto per non sembrare scemi poi, quando la fase inevitabilmente sarebbe cambiata, ma niente da fare, è più forte di loro.


Ma la pacchia vera è che, se non bastasse la sterminata casistica dei Governi precedenti a fare da archivio senza fondo di alibi per l’attuale, si tratta di un repertorio in continuo aggiornamento, anche ora che gli stessi non governano più: tipo Orlando, che presenta una proposta per abolire quel Jobs Act approvato ai tempi proprio da lui e dal suo partito, e che insomma si oppone a se stesso. Cosa volere di più? Il tutto mentre si dibatte sull’idea di cambiare il nome del Pd in Partito del Lavoro, operazione di riposizionamento che ricorda molto l’introduzione delle insalate nei menu di McDonald’s. E non basta: qualche giorno fa Marco Travaglio è andato ospite alla festa di Fratelli d’Italia. E attenzione, non c’è andato per cantare “Pari-pam-pum, eccomi qua” duettando con Cristina d’Avena, ma - tenetevi forte - per dire che questo Governo non è abbastanza manettaro, dovrebbe esserlo di più. Se ne sentiva proprio il bisogno. Capite bene che c’è un motivo, se Goscinny e Uderzo dipingevano le guarnigioni romane poste intorno al piccolo villaggio gallico come interamente composte da idioti.




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