top of page
  • Immagine del redattoreJacopo Di Miceli

Javier Milei, l'estrema destra verso la Casa Rosada?


Javier Milei è stato l'outsider delle primarie argentine, un candidato lanciato dalla televisione che propone un connubio tra populismo anticomunista, anarco-capitalismo, libertarismo e complottismo. Ha vinto con il 30% le primarie, un'elezione che precede di qualche mese le presidenziali e che serve per scegliere i candidati di coalizione. Le liste che presentano un candidato unico usano di fatto le primarie per saggiare nelle urne il proprio consenso. Milei è un economista diventato famoso grazie ai talk show televisivi. La sua coalizione "La Libertà Avanza" raggruppa vari partiti all'insegna di un libertarismo radicale, simboleggiato dalla bandiera dei rivoluzionari americani ora fatta propria dall'estrema destra.


Ispirandosi all'economista anarco-capitalista Murray Rothbart, che proponeva di ricongiungere il libertarismo con il populismo di destra per arrivare meglio alle masse, Milei vuole prendere a martellate lo Stato e il welfare state, abolire la Banca Centrale, cancellare scuola dell'obbligo e assistenza sanitaria gratuita, deregolamentare il possesso di armi da fuoco e persino lasciare alle leggi di mercato la vendita di organi. Nelle sue intenzioni, lo Stato verrà ridotto a pochi ministeri essenziali.


Milei è ferrato anche nel complottismo. Crede che le élite siano espressione di un "marxismo culturale", una teoria del complotto antisemita creata a tavolino dall'americano William Lind e poi entrata nel manifesto dello stragista norvegese Brevik. Crede inoltre che i cambiamenti climatici siano "un'invenzione del socialismo" e che solo fino a quindici anni fa la scienza dicesse l'opposto, che la Terra fosse sull'orlo di una nuova glaciazione. In pandemia ha anche espresso dubbi verso la sicurezza dei vaccini, salvo poi vaccinarsi così da poter viaggiare negli Stati Uniti ed essere retribuito come conferenziere. La sua vice Victoria Villaruel nega i crimini della dittatura militare argentina. Lui stesso ha d'altronde fornito consulenze per anni a un ex militare del regime.

Firmatario della Carta di Madrid, patto anticomunista delle destre latinoamericane promosso da Vox, Milei condivide con il suo leader Santiago Abascal la lotta contro l' "ideologia gender", contro il "globalismo" e contro il diritto all'aborto e i diritti delle persone LGBTQ+.


Il 22 ottobre l'Argentina potrebbe così ritrovarsi qualificato al probabile ballottaggio per la presidenza un ammiratore di Donald Trump e Jair Bolsonaro, l'ennesimo nel mondo.

Comentários


bottom of page