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  • Immagine del redattoregiuseppe civati

L'ennesima scellerata proposta di riforma costituzionale



Come anticipato dall’articolo di Paolo Cosseddu, Ossigeno ospiterà le voci di opposizione a questa ennesima scellerata proposta di riforma costituzionale. Sembra una condanna: ogni leader che si affaccia sulla scena della politica italiana ne ha una da offrire al Paese, con toni sempre più enfatici. Questa volta è “la madre di tutte le riforme”. Solo?


Una riforma costituzionale siffatta ha parecchi difetti in sé ma ne comporta parecchi altri, perché impedisce – fino alla sua approvazione o alla sua bocciatura – qualsiasi riforma del sistema elettorale.


L’anno scorso, in occasione delle elezioni del 25 settembre, tutti si stracciarono le vesti per la schifezza rappresentata dal Rosatellum, una legge votata alla fine della legislatura 2013-2018, in fretta e furia, dopo che l’Italicum era stato respinto dalla Consulta e la riforma costituzionale cancellata dal voto delle cittadine e cittadini.


Tutti si dissero allora preoccupati per un sistema elettorale che teneva distanti gli elettori grazie a meccanismi elettivi poco trasparenti (eufemismo). Insieme a queste preoccupazioni, espresse da più parti, era molto di moda parlare di astensionismo e di voto ai fuori sede.


Dopo le elezioni, come se queste questioni gigantesche costituissero un problema soltanto in campagna elettorale, si è praticamente smesso di parlare di tutto ciò. È vero, la Camera ha approvato in prima lettura una legge per far votare i fuori sede ma, in attesa del Senato, si va alle calende greche, come ha avuto modo di spiegare diffusamente lavoce.info.


Ora ci aspetta il lungo iter di discussione della riforma costituzionale, alla quale è associata una riforma del sistema elettorale che funzionerebbe soltanto se la riforma fosse approvata, con un premio monstre e uno specifico richiamo nella “nuova” Costituzione (che speriamo non veda mai la luce). Di tutto il resto, parleremo più avanti. A fine legislatura. Quando forse sarà troppo tardi. E così ci terremo il Rosatellum, l’astensionismo e l’impossibilità per i fuori sede di votare.


Tutto, al solito, bellissimo.

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