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  • Immagine del redattore Paolo Cosseddu

L’informazione non sta Serena



“Sono stata onorata di lavorare in questa grande azienda. Buon vento”, così Serena Bortone ha chiuso la stagione del suo programma in Rai, parlando al passato e facendo forse intendere che non ne vedremo un’altra. Nel frattempo, Politico rivela che Ursula Von Der Leyen avrebbe bloccato il report che l’Unione Europea realizza periodicamente sulla libertà di stampa nei Paesi membri: troppo critico nei confronti del Governo Meloni, i cui voti servono alla Presidente uscente per ottenere un secondo mandato.

Ma non tutto è perduto, Meloni stessa nella conferenza stampa di chiusura del G7 parla diffusamente di orecchiette e panzerotti, e presa com’è dal sottolineare l’importanza de lu sule, lu mare e lu ientu nel complicato scacchiere internazionale, si dimentica di rispondere all’inchiesta di Fanpage sul neofascismo e neonazismo manifesto tra i militanti della giovanile del suo partito. Non sarà troppo, questa cibopatia che già fu fatale a Salvini (non dimentichiamoci delle ciliegie durante il silenzio elettorale, peraltro)? Forse sì, e allora un telegiornale Rai, trovando forse la frisella troppo impegnativa, per fortuna stempera un po’ i toni con un servizio che confronta l’accenno di taranta della Premier alla riunione dei grandi con Elly Schlein che balla sul carro del Pride. E anche oggi l’informazione è salva.

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