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  • Immagine del redattoreJacopo Di Miceli

La convention dei complottisti europei organizzata da Salvini a Firenze

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Il 3 dicembre la Lega ha organizzato a Firenze la sua piccola CPAC, una versione ristretta delle conferenze dei conservatori euroamericani ormai di scena nella orbaniana Budapest. Vi partecipavano leader o esponenti di primo piano dei partiti che compongono il gruppo parlamentare europeo Identità e Democrazia, un’alleanza di destre talmente radicali ed estreme da essere considerate dei paria persino dal raggruppamento ECR, di cui è presidente Giorgia Meloni. Una prova di forza, quella di Salvini, per convincere le altre due gambe del governo, Forza Italia e Fratelli d’Italia, a sposare l’idea di un centrodestra (nonostante tutto, continuano a chiamarlo proprio così, con il prefisso centro-) compatto anche alle elezioni europee del 2024, ma che difficilmente verrà la luce. Pesa, soprattutto, l’opposizione dei tedeschi della CDU, per ora fedeli al principio democratico postbellico del cosiddetto “cordone sanitario”, ovvero che con l’estrema destra ammiccante alla retorica neonazista, cioè Alternativa per la Germania, non ci siede nemmeno per un caffè, figuriamoci governarci insieme in patria o in Europa.


Dalla platea, tuttavia, dove erano accomodati i vertici della Lega, compresi quelli regionali, da Zaia a Fontana, solitamente reputati dalla nostra stampa amministratori di buon senso, non filtrava alcun imbarazzo nell’ascoltare i discorsi complottisti degli oratori sul palco. È un vero e proprio panico morale quello vissuto dalle destre di ID, che percepiscono lo scontro politico come una battaglia per la sopravvivenza dei popoli europei.

Come in altri convegni, economia e giustizia sociale sono temi del tutto ignorati; è al contrario l’immigrazione a farla da padrona, nella forma delle fobie della Grande Sostituzione, la teoria del complotto suprematista secondo cui i nativi bianchi saranno presto rimpiazzati da immigrati stranieri per assecondare una gigantesca macchinazione della sinistra. «Noi del Golia Soros non abbiamo nessuna paura, noi di chi finanzia la distruzione delle nostre civiltà non abbiamo nessuna paura», grida lo stesso Matteo Salvini nella conclusione dei lavori, dopo aver definito l’Unione Europea una “realtà massonica”. Per il segretario leghista è un ritorno al passato, alla fase populista della seconda metà degli anni Dieci, con un inasprimento però nelle parole e nei toni.

Nel corso del convegno, lo scenario descritto è infatti una parodia della realtà, un preludio all’apocalisse morale e non solo. La religione cattolica sarebbe sostituita dal dogma ambientalista, una sorta di marxismo sotto mentite spoglie, dice il vicepresidente dei polacchi di Confederazione. Per la danese Birkholm, invece, la sinistra governerebbe l’Europa praticamente da sempre e dominerebbe in modo totalitario su ogni ambito culturale, dai media alle scuole, ormai luoghi di indottrinamento dei bambini. «Ne abbiamo abbastanza di voi», si scalda l’austriaco Vilimsky, riferendosi a comunisti, islamisti e giornalisti di sinistra.


Geert Wilders e Marine Le Pen preferiscono inviare un videomessaggio, timorosi – si vocifera – di essere accostati a personaggi così radicali in un frangente politico delicato. Il primo è impegnato nelle trattative per la formazione del nuovo governo, dopo l’exploit che l’ha visto arrivare in testa alle elezioni, mentre la seconda si preserva in attesa dell’appuntamento delle prossime europee di giugno, dove il Rassemblement National potrebbe stravincere con otto punti di vantaggio sui macroniani.

Supposizioni a parte, quello che è certo è che le destre – lo si è osservato anche nella kermesse di Atreju con l’invito al premier britannico Sunak, allo spagnolo di Vox Abascal e al proprietario di X Musk – coltivano un coerente progetto di dialogo e di costruzione del consenso transnazionale, attraverso precise strategie comunicative e di propaganda. Alla sinistra non solo manca qualcosa di analogo, ma anche la consapevolezza di ciò che accade nel mondo al contrario della destra. Dietro l’irrazionalità dei discorsi complottisti, c’è tutta la razionalità di chi conosce i mezzi, inclusi i più sporchi, per far crescere la paura nei cittadini.

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