• Giuseppe Civati

La flattanza



Sappiamo quanto sia diventato difficile in Italia parlare di progressività fiscale, di patrimoniale, di una imposta di successione degna di questo nome. Appena ne parli si svuotano gli studi televisivi, cade il satellite, si pianta il web.

Il colmo dei colmi è la proposta della cosiddetta Flat Tax che si ripropone a ogni maledetta campagna elettorale. L’anglicismo si traduce banalmente in un regalo ai ricchi. Un regalo che cresce – eccola, la progressività – al crescere del reddito. Il tentativo magico della destra è quello di convincere i più poveri che si tratta di un’idea geniale. «Meno tasse», come una volta, ma solo da un certo reddito in su. Un favore a chi sta meglio da parte di chi sta peggio. Capolavoro.

Come già in una certa concezione del federalismo fiscale, anche qui si tratta di sostenere chi vive nel benessere, che può tenersi le “risorse”, distogliendo l’attenzione da chi è più in difficoltà, che si può anche arrangiare.

Se a ciò si aggiunge che è del tutto evidente che con la flattanza si perde gettito, la situazione peggiora, perché ci saranno meno soldi per il welfare, la scuola, ecc.

Sono conservatori e, quindi, certo, vogliono conservare lo status quo. Ma in questo caso vogliono esagerare. Lo vogliono rendere ancora più solido, nei suoi rapporti di forza e di potere. Immortalarlo. Trasmetterlo di generazione in generazione. Il messaggio per Berlusconi è autobiografico, come lo è per tutta la classe dirigente, che ovviamente dalla flattanza ha solo da guadagnare. La ratio è quella dell’individualismo più sfrenato: ho successo, bene, bravo. Se invece sono povero, sono “chiamato” a dare una mano a chi sta meglio di me. Tipo servitù volontaria, nella falsa percezione che un giorno anche chi guadagna mille euro al mese aumenterà prepotentemente il suo reddito e potrà beneficiare dello sconto fiscale. Milionari wannabe.

Riuscirà la sinistra a spiegare il trucco più vistoso della premiata ditta Berlusconi e accoliti o li inseguirà sullo stesso terreno, proponendo a sua volta saldi di fine stagione (e di fine corsa)?