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  • Immagine del redattore Paolo Cosseddu

Le molte bugie di Meloni e Von der Leyen



Giorgia Meloni e Ursula Von der Leyen hanno terminato il loro tour a Lampedusa - perché di tour si è trattato, non configurandosi certo la fattispecie della “presenza delle istituzioni”, viste le condizioni in cui versano le persone sull'isola - con una articolata conferenza stampa aperta, per una volta, anche alle domande. Tutto bene, quindi? No, purtroppo, perché non c’è stata molta verità nelle cose dette, da entrambe, e vale la pena sottolinearlo visto che dalla nostra Premier già sappiamo cosa aspettarci, mentre rilevare lo stesso atteggiamento dalla massima autorità europea è davvero deludente.


Intanto, bisogna riferire delle molte facce di Giorgia Meloni. Almeno tre: quella ormai remota di quando era all’opposizione, e parlava di affondamenti e blocchi navali. La seconda, quella di questi ultimi giorni, in cui ipotizzava misure militari oggi abbastanza taciute. La terza, quella della pacata leader del G7, che in sede internazionale si tiene e non usa gli stessi toni usati in patria, per questioni di etichetta, ma mente su tutta la linea. In questo, spiace dirlo, molto allineata con la presidente della Commissione europea, altrettanto ipocrita. Di nuovo si delira di memorandum con la Tunisia, si ipotizza uno sganciamento dell’accordo dai vincoli del Fmi, intendendo implicitamente che l’accordo stesso si può siglare senza pretendere - cosa che poi sarebbe tutta da verificare - che la Tunisia diventi un Paese in cui si rispettano i diritti umani. L’importante è che si fermino le partenze, non conta come. Una versione del whatever it takes di draghiana memoria, ma applicato alle vite umane, e non in senso buono. Non c’è bisogno di commentare.


Il ritornello, comunque, è sempre quello riguardante “i trafficanti e la criminalità organizzata”, “che lucrano sulla vita di queste persone”, e che “vanno stroncati” per spingere le persone a “usare i canali legali”. Che è incredibile, offensivo, ipocrita, perché semplicemente non ci sono i canali legali per entrare in Europa, non ci sono e basta, per nessuno, nemmeno per chi ne ha titolo. Non ci sono perché non li vogliono, mica per caso. E siccome non li vogliono, ecco che con le loro politiche l’Italia e l’Europa creano le condizioni - un economista direbbe “la domanda che genera l'offerta” - perché qualcuno gestisca i flussi attraverso organizzazioni criminali. Se ci sono i trafficanti, care Giorgia e Ursula, è perché le vostre politiche sono sbagliate, perché siete voi, che li create, come spieghiamo da anni e abbiamo ulteriormente ribadito nell’ultimo numero di Ossigeno, in tutte le sue 136 pagine. Ci verrebbe da chiedervi di leggerle, ma conosciamo già la risposta.

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