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  • Immagine del redattoregiuseppe civati

Meloni, vogliamo il bis



L’unica soluzione per Giorgia Meloni è fondare un secondo governo, un Meloni bis, per dare la colpa di tutto quello che non sta funzionando all’esecutivo precedente. È arrivato il momento. Siamo pronti.


Immaginate la scena. Giorgia Meloni si presenta di nuovo in Parlamento, si siede tra i banchi del suo gruppo parlamentare e, con quel suo tono comiziante di una volta, come se stesse parlando in spagnolo, spara una filippica infinita: accusa il governo da lei guidato di aver sfondato ogni record di richiesta di fiducia, di avere reso il Parlamento un bivacco di manipoli (cit.), di non aver saputo gestire i fondi del PNRR, di avere sperperato risorse e affamato i poveri togliendo loro il pane di bocca, di non avere messo sotto controllo l’immigrazione (Meloni pull factor! Fasci del mare!), di non avere dato agli italiani nemmeno uno sconto sulla benzina (qui ci sta un’occhiataccia al ministro, peraltro dei trasporti, che tanto si era dannato per le accise). E poi di avere ceduto agli euroburocrati, nemici di sempre, solo per farsi accreditare nel salotto buono della politica europea. Un governo contro gli italiani.


Un attacco duro, alla vecchia maniera: quei tempi in cui non si facevano sconti a nessuno e si usavano più punti esclamativi che parole. Con quello sguardo allucinato per le incredibili cose che non vanno in questo paese e la convinzione che ogni responsabilità sia da attribuire al governo. Salvo i cambiamenti climatici, s’intende, quelli sono «cicli».


A quel punto, dopo una pausa di meditazione lunga qualche secondo, per darsi un tono, Meloni lancerebbe il bis. Guidato da lei, finalmente! Un governo politico, finalmente! Un governo di destra, finalmente! In grado di cambiare tutto, in poche settimane, come aveva promesso di fare. Mica come quelli di prima. Scarsi, inconcludenti, interessati. Ecco, è ora di basta!

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