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  • giuseppe civati

Parlamento climatico



Alle elezioni del settembre 2022 hanno vinto i partiti che si sono dimostrati più freddi sull’argomento climatico, nonostante le temperature altissime degli ultimi anni e l’evidenza che è sempre più difficile negare. Sono gli esponenti politici che per anni hanno minimizzato, banalizzato, in più di un caso negato che ci fosse qualche problema. Fanno parte di una classe politica che nella sua quasi totalità parla di clima solo dopo un cataclisma. Gruppi politici che diffidano della scienza e che hanno passato anni a parlare con disprezzo di Greta, dei ragazzi dei Venerdì per il futuro e in generale l'attivismo ecologista.


A Torino, giovedì 26 gennaio, presenteremo Clima con Davide Serafin. Un progetto che è insieme politico e culturale. Sentimentale, anche, se è vero che tutto ciò che ruota intorno alla questione climatica deve diventare un sentimento popolare.


Si partirà dalle comunità energetiche – che anche dal punto di vista politico e sociale sono la migliore risposta al modello economico imperante – e dalla selezione di tutte le soluzioni che possano comporre una legge sul clima, che manca al nostro Paese.


Non sarà solo una raccolta di documenti. La sfida è quella di riunire tutte le intelligenze, le competenze e le coscienze possibili. Le migliori innovazioni, le pratiche più convincenti, i progetti più ambiziosi.

Se il Parlamento è fossile, la nostra ambizione è di costituire un vero e proprio parlamento del clima in cui tutte le associazioni, le formazioni, i partiti interessati possano prendere parola e lanciare la sfida.


È il momento della condivisione e della rete, della mobilitazione di tutte e tutti, senza eccezione. E mentre nelle istituzioni sembrano asserragliarsi, è il momento di dire la verità. E di avanzare tutti insieme, perché se il sovrano è inerte o addirittura nega, è la foresta che si deve muovere, verso di lui.

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