• Giuseppe Civati

Quando ci sarà LEI



Pubblichiamo l'editoriale uscito sul numero 9 di Ossigeno, a metà agosto, quando la campagna elettorale era appena iniziata. Riteniamo sia molto attuale, purtroppo. Si va al voto dopo l’impazzimento della maggioranza che sosteneva il governo Draghi e chi non ne ha fatto parte, tenendosi alla larga dai posti di governo per anni, ha il favore dei pronostici. C’è grande attesa per la prima premier donna della storia repubblicana. Un’attesa legata alla tendenza elettorale, che tutti sostengono essere a suo innegabile favore, e alla decisione politica successiva alle elezioni, nell’ambito della discussione tra gli alleati del centrodestra. Le elezioni sono belle perché non si sa mai come vanno a finire, disse Marilyn Monroe, ma quanto scriviamo ha una qualche probabilità di essere il risultato delle elezioni del 25 settembre 2022.

Se Meloni prenderà molti più voti di Salvini e Berlusconi – più della loro somma, per intenderci – sarà molto difficile per Lega e Forza Italia opporsi alla sua leadership. In quel caso non si sa bene chi farà parte della compagine di governo, ma è certo che Salvini tornerà al Viminale e Berlusconi proverà addirittura a tornare nel Senato che aveva dovuto abbandonare da Presidente. Le forze cosiddette moderate dovranno lasciare alla parte più estrema dell’alleanza molte posizioni di governo. La maggioranza della maggioranza.

Rispetto ai proclami che ci hanno accompagnato in questi anni, con quel tono comiziante che abbiamo imparato a conoscere, ecco quale sarà l’Italia se e quando ci sarà Giorgia Meloni alla guida del governo del Paese.

I treni arriveranno comunque in ritardo, perché i poteri globalisti ne controllano le motrici (da non confondersi con le matrici). Si potrà abortire, ma all’insegna del non siamo antiabortisti ma, quindi se è possibile cresceranno i ma per chi intende ricorrere alla interruzione volontaria di gravidanza.

Il governo sarà trasferito a Lampedusa. Con vista sui campi libici e sui naufragi.

Il potere economico festeggerà perché sa benissimo in realtà che il programma della destra è liberista e poi ci sarà sempre il mantra «basta tasse» del decano di Forza Italia.

Verrà ribadito il proibizionismo contro le droghe, senza alcuna distinzione tra quelle “leggere” – si legga cannabis – e quelle “pesanti”.

Verrà ridotto il reddito di cittadinanza e i salari potranno continuare a scendere, come hanno sempre fatto.

Le bonifiche sono state portate a termine e ciò basta per fronteggiare i cambiamenti climatici che saranno negati per l’intera legislatura. Come l’immigrazione, anche questi fanno parte di un “piano” per indebolirci deciso dagli oscuri potenti che governano il mondo dai loro sinistri rifugi.

Si sbraiterà contro l’Europa ogni santo giorno ma finché arriveranno soldi si accetterà tutto quanto gli euroburocrati avranno deciso.

Per i gay e la loro lobby (cit.) non sarà un bel periodo: chi si aspettava l’arrivo dei matrimoni egualitari, ad esempio, potrà attendere ancora un lustro – forse un ventennio.

La religione – quella cristiana – sarà al centro della cultura politica del governo, con buona pace dei laici superstiti nel centrodestra (Salvini porterà le sue icone).

Si tornerà a parlare di armi e di legittima difesa, non si estenderà alcun diritto, l’ottenimento della cittadinanza diventerà ancora più problematico e continueranno a esserci veri italiani e quasi italiani.

All’insegna del ritorno del nazionalismo al potere dopo 80 anni, l’Italia diventerà la capitale degli ultradestri, da Bolsonaro a Orbán, dal redivivo Trump a Putin (ah no, quello non è temporaneamente disponibile).