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  • Giuseppe Civati

Quando NON c’eravamo noi



L’affermazione elettorale di Giorgia Meloni ha creato un clima bizzarro, ispirato a una ridicola resipiscenza del campo progressista – un campo progressista che campo progressista non lo era abbastanza.


Da quando c’è Lei, è tutto un agitarsi.


Sono tutti spaventati dall’attacco ai diritti civili. Verrebbe da chiedere, a tutti gli attuali scandalizzati, quali sarebbero questi diritti civili. Quelli degli anni Settanta del secolo scorso? Perché di tutti quelli nuovi in Italia non c’è traccia. E Meloni è premier dall’ottobre 2022. Prima esattamente che cosa è stato fatto?


Desta preoccupazione il disinteresse della destra per i diritti umani, ma questo è il Paese di Giulio Regeni e del disinteresse di tutti quanti per i diritti umani. Angosciano l’astensionismo e la distanza dei cittadini dalle istituzioni, ma questo è il Paese che ha prodotto un sistema elettorale orribile dopo l’altro, che non ha saputo dare il voto ai milioni di fuori sede, che non ha creato le condizioni per una partecipazione semplice alle campagne referendarie. Diritti umani e politici, la matrice è chiara, chiarissima. E al governo non c’era l’estrema destra. C’era – sempre o quasi – il centrosinistra.


Tutti rispondono inorriditi agli interventi che si profilano minacciosi contro le Ong nel Mediterraneo, che fanno segno alla vergogna dei campi libici e degli accordi con la Guardia costiera di quel Paese, a cui abbiamo appaltato la gestione dei flussi migratori senza curarci di alcun rispetto dei diritti umani. Chi ha deciso così? Sarà stata l’estrema destra che c’è ora – e che c’è già stata, con il Salvini ministro plenipotenziario – o la sinistra che non c’è mai stata?


Non si è parlato di fascismo per anni. Dal Governo, gli esponenti del mondo democratico facevano sapere che era tutto sotto controllo, che non era il caso di farsi prendere da un antifascismo emotivo e tutto sommato retorico. Nemmeno quando hanno assaltato la Cgil si è fatto nulla. Al di là delle dichiarazioni del momento (“Scioglimento! Scioglimento!”) non si è proceduto in alcuna direzione. Ora, con i nostalgici del fascismo collocati nelle posizioni di governo e di sottogoverno, non si parla d’altro.


Sulle materie economiche ci si dice preoccupati che siano penalizzati i più poveri e deboli. Vero. Peccato che l’unica misura degli ultimi anni dichiaratamente a favore dei poveri e dei deboli sia stata introdotta dal peraltro orrendo Governo giallo-verde e addirittura contrastata da buona parte della cosiddetta sinistra. Il maledettissimo reddito di cittadinanza, che in realtà è un reddito minimo garantito, come si proponeva, in ambienti di sinistra, prima che arrivasse Beppe Grillo. Quasi vent’anni fa. Gli stessi che non hanno agito, benché in questi anni si approfondissero le disuguaglianze e si strappasse il patto sociale, si dicono – ora – spaventati da quello che accade.

continua su Ossigeno n. 10 - La figlia del Millennio, disponibile qui

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