• Paolo Cosseddu

Qui si vola



(Il pezzo che segue è stato scritto a inizio agosto, per il numero di Ossigeno uscito in questi giorni, e quindi settimane prima che il tema dei jet privati irrompesse nella campagna elettorale. Lo pubblichiamo sul nostro blog per rimarcare che non solo il tema non è peregrino, ed è anzi al centro di un denso dibattito in Paesi quali gli Stati Uniti e la Francia, ma anche per sottolineare che non si tratta, come hanno scritto alcuni, di fare una populistica "guerra ai ricchi": c'è un problema di impatto, intanto, non indifferente, e poi c'è l'ipocrisia di fondo di personaggi pubblici che spesso si dicono sensibili nei confronti della sostenibilità, anche se poi a non essere sostenibile è proprio il loro stile di vita).


Travis Scott, Oprah Winfrey, Mark Wahlberg, Kim Kardashian, Steven Spielberg, Blake Shelton, A-Rod, Floyd Mayweather, Taylor Swift. Non è l’elenco delle celebrità avvistate sul red carpet dell’ultimo gala, è invece la top ten (in ordine inverso) dei personaggi pubblici americani, ovverosia dei vip, che più hanno usato i loro jet privati quest’anno, pubblicata a luglio sul magazine Iol (e basata solo sui primi sette mesi dell’anno, quindi).

Improvvisamente, l’opinione pubblica Usa ha iniziato a interessarsi della questione. Del resto, era inevitabile: se oggi la celebrità consiste in una continua e ovviamente instagrammabile cronaca delle proprie agiatezze, è ovvio che oltre all’effetto “wow” qualcuno si ponesse il problema della sua sostenibilità. Difficile dire dove è partita la rivolta: forse da Ricky Gervais, che nel monologo d’apertura ai Golden Globe nel 2020 ha preso a schiaffi – metaforicamente, e non letteralmente come ha fatto Will Smith con Chris Rock agli Oscar – il gotha di Hollywood sottolineando, tra le altre cose, l’incoerenza di chi dice di tenere tanto all’ambiente e poi usa il jet anche per andare al supermercato.


E non era un’esagerazione: Taylor Swift, che guida la classifica avendo volato da sola più di tutti gli altri messi insieme, con i suoi viaggetti ha generato 8.293 tonnellate di emissioni, per un totale di 170 viaggi della lunghezza media di 225 chilometri circa. Tenete presente che un americano medio produce, in un anno, 14,4 tonnellate di co2, più o meno 8 nel lasso di tempo in cui Taylor Swift impiega a produrne l’equivalente di oltre mille persone, e limitatamente al suo jet, senza contare auto, ville e così via. E c’è chi ha volato meno ma ha fatto di peggio, in termini di consumi. Come Kim Kardashian, che ha preso il jet anche per un volo di soli 23 minuti, e che ha tenuto una media complessiva di 160 chilometri per tratta; o ancora Oprah, 14 minuti di volo (e una tonnellata di emissioni), o Travis Scott, addirittura 11,7 chilometri di distanza media, l’equivalente di dieci minuti di macchina.

Però ehi, tutti d’accordo sulla crisi climatica, del resto Hollywood è progressista da sempre e il conglomerato urbano noto come Los Angeles, in un sistema elettorale che tenesse conto del dato elettorale puro, da solo potrebbe quasi decidere i destini politici degli Stati Uniti, orientandoli vita natural durante verso magnifiche sorti e progressive.

Ma ora basta con questa negatività, è il momento di fare una story mentre si mangia un’insalata. Lo sapevate? Per produrre una bistecca servono 4.650 litri d’acqua, secondo uno studio dell’Università di Twente, in Norvegia, mentre per un chilo di verdura ne bastano 336. Se la mangia un comune mortale. Se invece la mangia un vip, ovviamente, va aggiunta la tonnellata di co2 emessa per portarlo al ristorante. Non così sostenibile, insomma, come difesa della natura.

Sarà per questo che L.A. è costruita su una faglia.