• Franz Foti

Saranno i giovani a salvare Biden?


È stato pubblicato proprio oggi, lunedì 17 ottobre, l'ultimo e interessante sondaggio riguardo alle prossime elezioni di medio termine, che si terranno negli USA il prossimo 8 novembre. Secondo quanto riportato dalle analisi del Sienna College per il New York Times, i numeri continuano a segnalare una certa sofferenza della maggioranza democratica e in particolare del presidente Biden, che non è oggetto diretto di questa tornata, ma ne è ciò nondimeno inevitabile protagonista. L'ex vice di Obama continua infatti a riscuotere consensi piuttosto scarsi, e nonostante una discreta risalita delle scorse settimane, attualmente solo il 39% dei suoi concittadini approva il suo operato.


Due sono i dati che più dovrebbero preoccupare il Presidente: l'opinione dei giovani, e i temi che maggiormente interessano l'elettorato.


A correre in soccorso dei democratici, infatti, potrebbero essere ancora una volta le generazioni più giovani. Già nel 2018 l'elezioni di midterm videro i dem strappare alla destra la maggioranza alla Camera grazie proprio al voto della generazione Z (quelli nati dal '96 in poi) e soprattutto dei millennial (i nati tra l'81 e il '95), che si recarono alle urne come mai prima avevano fatto, colorando di blu la cartina elettorale americana.

E come mostra il sondaggio del NYT, infatti, anche stavolta i più giovani sembrano orientati a votare per lo più per i democratici, e soprattutto sono molto meno attratti dal trumpismo dei loro genitori o dei loro nonni. Se si considera, poi, che per la prima volta in questa tornata elettorale genZ e millennial potrebbero superare genX e boomer come corpo elettorale potenziale, è facile capire perché così tanti singoli candidati stanno concentrando i loro messaggi su questa fascia della popolazione, e forse l'establishment del partito dovrebbe fare lo stesso.


In parte, va detto, il tenativo è in atto, e le ultime mosse di Biden - dagli interventi sul debito di studio a quelli sulla cannabis - sono state certamente pensate con un occhio a generazioni che sono naturalmente più sensibili a questi temi, ma il secondo dato importante che il sondaggio del New York Times ci mostra è che questo potrebbe non bastare. Al primissimo posto, e con grande distacco dalle altre questioni, sono i temi economici a dominare le preoccupazioni del 44% degli statunitensi, con un sorprendente - ma poi mica tanto - equilibrio tra le varie generazioni.


Insomma, alla faccia di chi pensa che per basti parlare in corsivo e fare il cretino su TikTok per essere in linea con le aspettative dei giovani, ancora una volta il tema è «It's the economy, stupid!» («È l'economia, stupido!»), motto coniato esattamente tren'tanni fa James Carville, stratega di Bill Clinton, come promemoria per i volontari della campagna democratica.


Speriamo quindi che Biden passi questi ultimi venti giorni a rivolgersi soprattutto ai giovani americani, e che lo faccia parlando soprattutto delle cose che stanno loro più a cuore: il mercato del lavoro, l'inflazione, e più in generale le condizioni dell'economia americana.