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  • Paolo Cosseddu

Spendi spandi effendi

Aggiornamento: 17 dic 2022





Vi siete mai fermati a pensare come sarebbe la vostra vita se per qualche ragione doveste avere a disposizione una marea di contanti? Quelle valigiate che si vedono nei film di mala, per capirci, o recapitate brevi manu da qualche emiro in thriller (molto realistici) a sfondo politico. O ancora, state andando a funghi quando all’improvviso, dentro a un cespuglio, rivenite una Samsonite di quelle grandi e bombate che si usano sulle tratte intercontinentali, e dentro una milionata di euro in banconote di piccolo taglio. Ecco, per dire, il piccolo taglio è fondamentale, intanto: una valigia piena di pezzi da 500 euro è molto più ricca, ovviamente, ma poi costringe a trovare un certo numero di posti che abbiano voglia di cambiarveli. Se Salvini avesse un bar sarebbe divertente, andare a prendere il caffè da lui ogni santa mattina e poi pagarlo così per chiedergli il resto. E mentre smadonna ricordargli che è un nostro diritto pagare come ci pare: l’ha detto lui…


Come raccontato nelle prime stagioni di Narcos, a un certo punto il business messo in piedi da Pablo Emilio Escobar Gaviria generava talmente tanta carta moneta che era molto complicato gestirla, rimetterla in circolo per ripulirla, e di certo non poteva essere portata in banca. “Buongiorno, sono qui per il solito deposito di un pallet di dollari che faccio ogni giovedì”: sarebbe stato sospetto, anche per gli standard della polizia colombiana. E quindi Escobar lo faceva seppellire, tutto quel grano, e poi teneva una mappa in cui erano indicati i posti in cui eventualmente, un domani, scavare, perché come insegnano le storie di pirati, quando si mette sotto terra un tesoro può anche capitare di non ricordare più dov’è.

In quel caso però si parlava di miliardi e miliardi, che aumentavano su base settimanale, c’era tutta un’organizzazione dietro che logistica di Amazon lèvati proprio. Qualche sacco recapitato periodicamente da qualcuno è più gestibile - basta accontentarsi, diciamo - tipo quelli che ogni tanto trovano in casa di qualche indagato, ci sono esempi in cronaca di cui molto si parla proprio in questi giorni.


Però restano i problemi pratici, per l’ingenuo che vive una vita normale e si fa accreditare lo stipendio sul conto co-intestato con il coniuge. Ok, ecco una milionata o giù di lì strettamente stipata in quella federa spaiata che era avanzata da un vecchio corredo, cosa ci si può fare, esattamente? Partiamo dalle piccole cose: la spesa settimanale, ovviamente, ed è già un bel vantaggio, ma poi? Non è che diventando milionari la prima cosa a cui si pensa sono frutta e verdura (anche se, con certi prezzi…). Piuttosto, prendersi un televisore 8k, o anche due, ma a un certo punto mica se ne possono mettere in casa venti, e poi mica si vive solo di altissima definizione. Vestiti in boutique e gioielli di gran taglio, ok, ma senza troppe pretese, perché c’è comunque un tetto modesto, almeno se si parla di diamanti o di borse in coccodrillo. Pagare l’affitto? No, quello va fatto con bonifico, a norma di legge, e non parliamo poi del mutuo. Quindi ecco il problema, ovvero quello di trovare altre persone a cui sostanzialmente bisogna far intendere che si hanno molti contanti di cui non si può spiegare la provenienza, e che siano complici nel riceverlo fuori dalle regole. Non si può entrare in una qualsiasi agenzia immobiliare e chiedere “Buongiorno, vorrei acquistare una casa da un milione di euro, ma vorrei pagarla cash”, perché si rischia di venire segnalati. Vale anche per i brillocchi, o per uno shopping pazzo in via Montenapoleone. Se ci si vuole regalare una vacanza Vip, poniamo, in Costa Smeralda, una di quelle da novemila euro al giorno, non si può usare Booking. Non perché su Booking non ci siano, ci sono, ma lì tutto è tracciato. Bisogna sapere, di un posto, che quando arriverà il conto da tot mila cucuzze il concierge si prenderà un’oretta per riceverci in una stanza in cui contare con discrezione il dovuto, un cinquantello alla volta, come in una scena di quel vecchio film di Sorrentino, Le conseguenze dell’amore: preferibilmente a mano, perché il fattore umano è importante. Il che implica, forse, che ci sono rispettabilissimi marchi e strutture di lusso che violano la legge sul limite del contante, e che fanno lobby perché sia tenuto alto? La domanda sorge spontanea. Mica facile, comunque, bisogna sapere a che porta bussare.


Ma quelle porte evidentemente esistono, tant’è che non solo, ovviamente, è importante capire, quando questi casi vengono fuori, da dove arrivano quei soldi, ma francamente ci piacerebbe anche fosse reso noto dove vanno. Perché se nessuno accettasse la famosa pila, forse, vi sarebbe anche un freno alla sua ricezione. E non stiamo parlando di brutti ceffi che accolgono la clientela in un vicolo malfamato, ma di strutture top del top, posti in cui le persone normali non accedono e sono anche un po’ schifate, schifo che scompare in presenza di adeguati mazzi la cui provenienza non comporta nessun imbarazzo. E certamente è scandaloso che non si possa pagare la colazione al bar col Pos (fateci caso, alcuni hanno iniziato a rifiutarlo ancor prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, non vedevano l’ora), è probabile che questo produca ulteriore evasione fiscale e infinite colazioni impilate una sull’altra fanno un grande buco nelle casse pubbliche. Però fa ugualmente impressione che, in sostanza, quando vediamo un Governo di quello che, dopotutto, non è ancora un paradiso fiscale caraibico ma un Paese occidentale membro del G7 e dell’Unione Europea, impuntarsi così tanto sul libero uso della fresca, abbia in definitiva come target i narcotrafficanti, i tangentisti, gli usurai, la criminalità organizzata e, in generale, gli evasori fiscali. I rapinatori di banche, quelli no, perché ormai chi le rapina più le banche? Evidentemente, i contanti stanno altrove.

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