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Stranieri per sempre o italiani ed europei, per il futuro di tutte e tutti



Leggo da Repubblica:

"Consegnare migranti ai libici è reato, agevolare le intercettazioni dei guardiacoste di Tripoli configura il reato di "abbandono in stato di pericolo di persone minori o incapaci e di sbarco e abbandono arbitrario di persone". Questo perché la Libia "non è porto sicuro" e il Codice della navigazione prevede che le persone soccorse in mare debbano subito essere portate in un luogo sicuro.

Adesso c'è una sentenza della Corte di Cassazione a fare giurisprudenza e a mettere in discussione tutta la politica dell'immigrazione italiana fondata sugli accordi che prevedono aiuti, sostegno e formazione alla Guardia costiera libica per frenare i flussi migratori. È la sentenza con cui è diventata definitiva la condanna del comandante del rimorchiatore Asso 28 che, a luglio del 2018, prese a bordo 101 migranti arrivati su un gommone nei pressi di una piattaforma petrolifera e li riportò in Libia consegnandoli alla Guardia costiera di Tripoli".


“Mettere in discussione tutta la politica italiana sull’immigrazione”, e anche quella europea, per essere esaustivi: è incredibile come sia ancora una volta una sentenza e non la politica (giammai!) a definire una questione colossale. Tutta la politica, quasi nessuno escluso, dovrebbe prenderne atto. A cominciare da chi ha governato tra gli anni Dieci e gli anni Venti, per arrivare agli attuali governanti, che su questo tema soprattutto hanno costruito il loro consenso.

Ovviamente sappiamo già che non avverrà, benché gli effetti dovrebbero essere quelli di una estesa dimissione di massa, di tutto il ceto politico responsabile (cioè tutto quello che vi viene in mente). In un Paese consapevole e maturo e costituzionale, ciò porterebbe a una inversione di rotta complessiva, a una riflessione sull’immigrazione in corso e soprattutto su quella degli anni precedenti, per chi ha deciso di stabilirsi in Italia. Il dilemma è sempre quello: stranieri per sempre, insomma, o italiani e europei per il futuro, di tutte e tutti. Lo sappiamo da anni, oggi più che mai è il caso di ribadirlo: le misure aberranti adottate per (non) fermare l’immigrazione dovrebbero fare posto a una programmazione più realistica, dai tempi più certi, in un modello razionale, economico e, se possibile, morale. Chissà se la politica, almeno in una sua parte, vorrà muoversi in questo senso. Chi lo ha fatto in questi anni ha molte proposte da fare. È il momento di ascoltarlo.


Stranieri per sempre è un libro di Giuseppe Civati, pubblicato da People, disponibile qui

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