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  • Immagine del redattoregiuseppe civati

Un futuro eccitante per tutti

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«Voglio che ci sia un futuro eccitante per tutti».

Così Musk a Roma. La prima cosa da fare con questi signori della destra estrema è prenderli sul serio – benché facciano di tutto per ribaltare i concetti che esprimono, come abbiamo già visto.

Musk si rappresenta, lo sappiamo, come l’uomo del futuro. E del futuro discetta a tutto campo, benché si trovi nel posto in cui il futuro è abbondantemente negato, come Ossigeno ha spiegato in un intero numero della rivista.

«Mi preoccupo per il tasso di natalità in Italia, chi investe qui si chiede se ci saranno abbastanza persone per lavorare in Italia».

Musk riflette sul fatto che nel corso di qualche generazione gli italiani non ci saranno più. Gli immigrati non sono la risposta, anche se Musk non spiega perché: sappiamo che è tipico di un certo tipo di argomentazioni trattare tutti coloro che arrivano come se stessero sempre sbarcando, come se fossero immigrati per sempre, come se non potessero dare il proprio contributo al Paese che li ospita e che poi scelgono per le generazioni future (già). Certo, Musk dice che l’immigrazione legale gli piace, non devono avergli detto che da alcuni paesi in Italia questa immigrazione legale e preziosa è impossibile e che praticamente tutti sono costretti a raggiungere il nostro paese in modo illegale.


Musk è anche l’uomo dell’auto elettrica, dice che vorrebbe aprire una factory di Tesla in Italia, il Paese che avversa con tutte le forze la mobilità elettrica da quando al governo c’è questa compagine di fossilissimi. Dice che però non possiamo liberarci in breve tempo del petrolio, bisogna saper gestire la cosa. Musk sostiene che alcuni ambientalisti «fanno perdere fiducia nel futuro, mentre dovremmo essere entusiasti e ottimisti». «Credo che l'emergenza ambientale sia esagerata nel medio termine, solo nel lungo termine ci saranno degli effetti se non interveniamo», ha aggiunto. 

Ricapitolando, noi siamo preoccupati per la scomparsa dell’italianità tra tre o quattro generazioni, mentre ci interessa meno la scomparsa dell’umanità in tre o quattro generazioni. Il ragionamento non regge, Musk lo sa sicuramente, ma gli piace infondere ottimismo. Del resto, lui ha 11 figli, perché non ci abbiamo pensato anche noi? Ovviamente, nessuno si permette di fargli notare che se tutti facessero come lui, il mondo esploderebbe. Ed è curioso che per anni noi occidentali siamo sempre stati preoccupati dal sovrappopolamento del pianeta e ora ci diciamo spaventati dal declino della natalità. La nostra, s’intende.


Nessuna riflessione sul modello economico che ci ha portati fin qui, sullo stile di vita che si è imposto – anche in Cina, guarda un po’! – e che sarebbe la questione da affrontare, sia per la sostenibilità, sia per la natalità. Ci piace scegliere gli argomenti più eccitanti: per il resto, non importa se continuando così la soluzione non la troveremo mai.

Se la sinistra volesse fare qualcosa, ecco il “qualcosa” da fare.


P.S.: per tutti gli ambientalisti che sono arrivati a leggere fin qui, Musk ha ragione solo su un punto: il messaggio ambientalista deve essere positivo e non solo catastrofista – benché ci siano tutte le ragioni per essere catastrofisti. Sono gli ambientalisti a preoccuparsi e quindi ad occuparsi del futuro. Non lasciamo il futuro, ancorché travisato, ai nostri avversari.

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