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  • Immagine del redattore Paolo Cosseddu

Vogliono aiutare le mamme in difficoltà? Paghino le tasse



Sull’ingerenza paternalistica e sbagliatissima di Ezio Greggio nella faccenda del bambino lasciato dalla madre all’ospedale Mangiagalli si sono già espresse, giustamente furibonde, molte donne. Greggio è abbastanza vecchio da ricordarsi i casi di cronaca in cui neonati sono stati rinvenuti abbandonati nei vicoli, ritrovati da qualcuno che passava per caso e aveva sentito piangere. E altre volte in cui non piangevano ormai più. Per questo, la possibilità per una madre di affidare il proprio figlio dopo il parto è una questione di civiltà, peraltro antica, visto che prima degli ospedali c’erano le ruote alle porte di chiese e monasteri. Quanto alla distinzione che fa Greggio, tra la mamma “vera” e quella che si occuperà del piccolo, si commenta da sola: i genitori adottivi di mezzo mondo ringraziano per la sensibilità.


Poi c’è però l’altra questione, quella dell’“associazione che si occupa di bambini prematuri”, “io ne ho una”, Greggio dice proprio così. Ora, questa faccenda degli enti benefici di vario genere sta diventando insopportabile, specialmente quando è promossa da qualche personalità. Perché è pur vero che molte faranno certamente del bene, ed è pur vero che i servizi pubblici sono pieni di carenze (su questo poi ci torniamo). Ma le cose sono più complicate di così. Ezio Greggio conduce Striscia la notizia quasi ininterrottamente dal 1988, prima ancora era tra i comici di punta di Drive In e certamente nel corso dei decenni deve aver messo da parte una cospicua fortuna. Anni fa gli sono stati contestati reati fiscali per oltre 20 milioni di euro, risolti con un accordo da 20 milioni a cui aveva partecipato la società irlandese responsabile della gestione della sua immagine, e un patteggiamento a sei mesi di reclusione per la parte penale, convertiti in 45 mila euro di multa. Non casualmente, non l’unico caso di Vip che evade le tasse, o sposta la residenza fiscale dove è più conveniente, o che comunque viene trovato colpevole di irregolarità, e poi però si impegna nella beneficenza. A volte creando i soggetti beneficiari dal nulla, i quali però non raccolgono solo i soldi del Greggio di turno, ma anche dei comuni cittadini ben intenzionati. Secondo uno studio internazionale di qualche tempo fa, il dirottamento delle risorse finanziarie dai servizi pubblici a quelli privati no profit è sempre più pressante, ed è una delle cause dell’impoverimento della sanità pubblica in tutto il mondo. Grazie ai loro noti sponsor, agiscono come lobby e ottengono leggi per ottenere finanziamenti e convenzioni: nascono per sopperire alle mancanze della sanità pubblica, la privano di ulteriori mezzi, fanno in modo che funzioni ancora peggio, ottengono sempre più fondi, ed ecco creato un meccanismo perfetto. Portano consenso all'immagine di chi li promuove, fanno leva sulla voglia delle persone in buona fede di dare una mano, e dal punto di vista fiscale, come se non bastasse, comportano dei bei vantaggi.


A tutti loro, dal profondo del cuore, ci sentiamo di dire che se vogliono davvero aiutare chi sta male, chi è in difficoltà, invece di creare associazioni e raccogliere soldi ognuno per conto proprio, dovrebbero fare una cosa semplicissima, e che sarebbe utile davvero, per tutti: pagare le tasse.

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