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  • Immagine del redattoregiuseppe civati

Chi rappresenterà quell’ultima generazione?

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Proseguono le mobilitazioni per il clima delle ragazze e dei ragazzi di Ultima generazione e delle altre sigle della galassia ecologista, uniche forme di protesta organizzata nel deserto politico del paese.


L’opinione pubblica ne è infastidita e poco altro: et pour cause, dal momento che sono dei piccoli savonarola che rompono le scatole a tutti quanti, sperando di svegliarli da un torpore che però è anche una comfort zone apparentemente inscalfibile.


La destra nega il problema e passa il tempo a pensare a come punirli, con un sovrappiù di sadismo che non guasta mai. Spezzeremo le reni al pianeta, sai che storia!


La sinistra parlamentare traccheggia, al solito, per non scontentare nessuno, riuscendo quindi a scontentare tutti quanti.


Gli stessi attivisti nutrono una sincera avversione nei confronti della politica e tendono, in molte dichiarazioni, a un rifiuto della categoria stessa. Hanno parecchi motivi per non fidarsi e non crederci, solo che così fanno il gioco delle forze fossili che detengono il potere e non hanno alcuna intenzione di mollarlo.


Sarà possibile rompere questo cortocircuito? Ecco un compito per il 2024, soprattutto se si vuole che di anni ce ne siano ancora e che non vada tutto a ramengo.


Riusciranno i nostri eroi a organizzarsi per salvare la specie umana? E quali strumenti politici adotteranno?


Perché la politica servirebbe tantissimo, in una fase come questa. E invece pare estinguersi più velocemente delle altre attività umane. Contro il nichilismo di chi lascia tutto così com’è sperando in una botta di culo tipo asteroide, è il caso di pensarci senza perdere altro tempo. E di escogitare un piano. L’ultimo.

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