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  • Immagine del redattore Paolo Cosseddu

La Bielleide capitolo 7: la scorta al contrario



Dopo il "mondo al contrario" del generale Vannacci, la scorta al contrario del sottosegretario Delmastro. E di chi altri poteva essere? E dove altro poteva succedere, se non a Biella? A questo punto è lecito pensare che sia colpa di qualche sostanza presente nell'acqua, o forse nella polenta concia. Ci vorrebbe un'inchiesta di Report.

Comunque, dopo mesi di incertezze e quando finalmente il caso dello sparo di Capodanno sembrava essere giunto alla sua più banale conclusione (è stato Pozzolo a sparare, dicono i periti, e pure gli inquirenti), poteva finalmente tornare la pace dell'anonimato, nella provincia ai piedi delle prealpi. E invece no. Qualche sera fa, durante una cena elettorale con il nuovo candidato sindaco della destra, Marzio Olivero, esponente locale di lungo corso di Fratelli d'Italia, presente anche il camer... ehm, il compagno di partito Delmastro, tra i due sarebbe scoppiato un acceso diverbio per via di una nomina fatta dal primo, attualmente assessore, nella fondazione della Cassa di risparmio, contestata però dal secondo. Le parole stavano per trasformarsi in fatti quando, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata costretta a intervenire la scorta del sottosegretario, per dividere i contendenti. Primo caso in cui la scorta non serve a proteggere lo scortato dagli altri, ma gli altri dallo scortato: la scorta al contrario, appunto. Gli interessati, interpellati, minimizzano. Peraltro, Biella è uno di quei molti luoghi in cui alle prossime amministrative il ribaltamento dei rapporti di forza all'interno della coalizione porteranno FdI a fare man bassa di candidature, a discapito degli uscenti espressi ai tempi dagli alleati, in questo caso il sindaco uscente, leghista, prematuramente pensionato. Cosa che però, evidentemente, nel capoluogo laniero un tempo sonnacchioso e oggi più vivace di un set western, non è sufficiente a garantire la pace.

Ora qualcuno, chissà, chiederà una scorta anche per Olivero? Finirà che a Biella tutti i singoli esponenti della destra devono girare in bande armate, come ne I guerrieri della notte? Nel caso, chissà che bei giubbotti, magari in cachemire.

Per fortuna, perlomeno, non era presente Pozzolo. Altrimenti la lite poteva finire molto peggio.

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