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  • Immagine del redattoreDavide Serafin

Cinica ma non troppo



Cristina Fogazzi, meglio nota come Estetista Cinica, ospite di L’Aria che Tira (LA7), lascia letteralmente di stucco David Parenzo, che la sta intervistando. Sì, perché lei prima di fare l’imprenditrice ha avuto la partita IVA ma in realtà era una lavoratrice dipendente, ha fatto poi per davvero la lavoratrice dipendente, ma a nero, con contratti part-time che in realtà erano full-time, in aziende che «andavano bene» e che quindi non potevano giustificare in alcun modo quel trattamento. E poi, continua Cristina, è giusto il salario minimo in quanto il nostro paese è caratterizzato da piccole e piccolissime imprese ed è una pura utopia che tutto sia normato dai contratti collettivi, e tuttavia il salario minimo di per sé non basta: serve “mettere il naso” nella regolarità dei contratti, in quelle partite IVA che in realtà nascondono un rapporto di lavoro dipendente, su quei part-time che in realtà erano full-time, spesso stipulati da aziende che vanno bene, che non possono giustificare in alcun modo questo trattamento. E sì, i giovani lavorano tantissimo in queste condizioni.

Cristina ricorda di essere figlia di un’operaia delle valli bresciane. Nelle valli bresciane c’era più gente senza dita di quella sana, gli infortuni sono all’ordine del giorno in questo paese e sua madre è persino rimasta sorda. È una vera emergenza quella degli infortuni in Italia. Ma nella sua esperienza di imprenditrice, i suoi dipendenti non vivono questa realtà, sono retribuiti in modo adeguato e no, piuttosto è meglio fallire che trattare lavoratrici e lavoratori come sono trattati oggi nel nostro paese.

Ah bè, però, dice Parenzo, «veramente incredibile». D’altronde, al giorno d’oggi, un bravo datore di lavoro è così difficile da trovare.

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