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  • Immagine del redattore Paolo Cosseddu

Ovunque tutela

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Saranno ormai, quanti… cinque anni? Difficile dirlo, è una di quelle situazioni in cui il tempo diventa una dimensione relativa, come nei film di Nolan, o quando si è in coda in autostrada. Comunque, è da un bel po’. Durante i pasti, le ore di lavoro, l’espletamento delle funzioni corporali, puntuale, anzi, puntuale no, diciamo costante ma insomma a un certo punto suonava il telefono e una voce, spesso con indefinibile accento orientale, talvolta chiaramente sarda - chissà perché -, e più raramente registrata, dopo un breve preambolo poneva le fatidiche domande: con chi avete il contratto di luce e gas? Lo sapete che sta per finire il servizio di maggior tutela?

 

All’inizio non sapevamo bene cosa rispondere. Il servizio di cosa? E così ce lo spiegavano. Più o meno. Poi abbiamo imparato, e quindi dicevamo ok, quando deve finire? Presto, anzi prestissimo, ci rispondevano. Un anno, dopo un anno, dopo un altro anno, e avanti così. Era diventata una delle poche certezze di questa vita fatta di rovesci: il servizio di maggior tutela sta per finire, ma ehi, non è ancora finito. Vive e lotta insieme a noi. Un rassicurante santino di Padre Pio, con la scritta “Ovunque tutela”, da tenere nel portafoglio. Vuoto. Qualcuno, delle migliaia e migliaia di telefonisti - o forse no, forse erano solo due, una ragazza cinese e un tizio di Gonnosfanadiga - sarà mai riuscito, in tutto questo tempo, a vendere effettivamente un nuovo contratto? Una volta un utente, narra la leggenda, ha tentato l’impensabile e ha risposto sì, ebbene sì, faccio una pazzia, voglio cambiare fornitore. E la voce dall’altra parte ha riattaccato. Non sapeva cosa dire. Era situazionismo puro, o magari un gigantesco esperimento sociale, le bollette fungevano solo da pretesto? È uno dei grandi misteri di questo secolo, destinato a rimanere insoluto per chissà quanto tempo ancora. Forse per sempre.

 

Il servizio di maggior tutela invece quello no, a un certo punto è finito sul serio. Di botto. Il Governo in carica non ha rinnovato la proroga. Non che questo abbia fermato le telefonate, andranno avanti ancora un po’, e poi ancora un altro po’, dopo, quando chiameranno per dirci, nel caso ci fosse sfuggito, che sì, la maggior tutela dopo lungo penare è davvero finita. Ne danno il triste annuncio, eccetera. E poi basta, non ce ne saranno più, chiameranno solo per proporre mirabolanti offerte di fornitori concorrenti, o anche del proprio, perché in tempi di annunci mirati, cookies, target e marketing, come il villaggio di Asterix, resiste questa sacca di strategia commerciale fatta di database che se ne fottono alla grande del registro delle opposizioni e sono così precisi, ma così precisi che vi chiamano per chiedervi di legarvi contrattualmente a qualcuno a cui siete già legati. Quindi, tranquilli, riponete i fazzoletti, asciugate gli occhi carichi di lagrime, chiameranno ancora, oh se chiameranno. Ma non sarà più la stessa cosa. E che si fa così? Che Governo indelicato.

 

L’opposizione ha protestato. Gli economisti hanno preso a insultarsi sui social: sarà un salasso per i consumatori, dicono alcuni. No invece, risparmieranno, ribattono altri. Che poi, oggettivamente, se è in arrivo un salasso, perché mai in primo luogo si era deciso di finirla, questa maggior tutela? Perché ce lo chiedeva l’Europa? Va bene, ma allora quanto si pensava di poter andare avanti con le proroghe, qualcuno si era mai posto il problema? “Ehi ragazzi, siamo alla quarta proroga, cosa vogliamo fare?”, “Tu taci e proroga!”. Inoltre, come si spiegano le stangate arrivate in questi anni, alla faccia della tutela, peraltro mica normale, no, maggiore? Ci state forse suggerendo che ne arriveranno altre, di bollette letali? E infine, cari legislatori di ogni colore, perdonate la domanda sfacciata, come potete pensare che l’Italia diventi un Paese normale, che gli italiani sentano finalmente quel pizzico di senso civico, se ci rendete impossibile capire anche una cosa come questa, concretissima, che ci tocca tutti, che ci fa accendere la luce quando è buio e scaldare la zuppa quando abbiamo fame? 

 

Domande, domande, forse ci vorrebbe un call center apposito che le ripeta per i prossimi cinque, dieci, vent’anni. Non che arriverebbe qualche genere di risposta, le domande fatte dai call center non risolvono e lo sappiamo fin troppo bene. Però sarebbe bello, confortante, sapere che là fuori, da qualche parte, c’è qualcuno che continua a chiedere, a telefonare, che non si arrende. Ma non succederà, peccato, ci eravamo affezionati. E quindi addio maggior tutela, ci mancherai di brutto. Quanto alle bollette, almeno ci rimane il riscaldamento globale. Tranquilli, quello di sicuro continuerà a esser prorogato.



 

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