• Franz Foti

Cancel culture my ass, è la destra a censurare


È ormai qualche anno che gira la vulgata secondo cui ormai sia la sinistra con la sua cancel culture e il suo perbenismo mondialista e le sue teorie gender a mettere in atto la vera censura, impedendo la libera espressione di chi la pensa diversamente. Un refrain popolarissimo negli USA; ma in cui si sono cimentati anche fior di commentatori, editorialisti, tweet-star, comici da seconda serata Mediaset, conduttori di contenitori differenziati del becerume e ogni esemplare di quel bar di Guerre Stellari che popola la bolla meta-mediatica italiana.

Pur riconoscendo che anche i movimenti per la giustizia sociale hanno i loro eccessi e i loro errori, è piuttosto evidente che solo una persona non nel pieno delle proprie facoltà può sostenere tesi del genere in buona fede, eppure se ne vedono molte, e sicuramente anche voi avrete sentito dire una corbelleria del genere a qualcuno che conoscete.

È utile, quindi, far vedere le cose per come stanno realmente, una volta tanto. Ci ha pensato l'associazione per la libertà d'espressione Pen America, che ha pubblicato Banned in the USA, un esteso rapporto sui libri messi al bando dalle scuole e dalle biblioteche negli Stati Uniti.


Gli ossessionati dalla chensel colciur rimarranno stupiti nello scoprire che tra i titoli messi all'indice ci sono per lo più quelli che trattano le questioni razziali e il razzismo nella storia americana, l'identità LGBTQ+ e l'educazione sessuale. tra i 1.145 titoli messi all'indice negli USA tra il luglio 2021 e il marzo 2022, infatti, 467 contengono protagonisti o personaggi secondari di spicco di colore (41%) e 247 affrontano direttamente questioni di razza e razzismo (22%); 379 titoli (33%) affrontano esplicitamente temi LGBTQ+ o hanno protagonisti o personaggi secondari di spicco che sono LGBTQ+; 283 titoli contengono contenuti sessuali di vario genere (25%), inclusi romanzi con incontri sessuali e libri informativi su pubertà, sesso o relazioni. Ma ci sono anche 184 titoli (16%) che sono libri di storia o biografie e altri 107 che hanno temi legati ai diritti e all'attivismo (9%).


Tra gli autori più "banditi", nonostante lo strapotere della censura di sinistra, non compare nessun nume tutelare della destra, ma anzi scrittori per lo più neri o LGBTQ+ (o entrambi), come George Johnson e il suo All Boys aren't Blue, Maia Kobabe e il suo "Gender Queer", e persino una premio Nobel come Toni Morrison.


E nonostante oggi come oggi sia Hollywood, come tutti sanno, il centro nevralgico della censura, stranamente la maggior parte di queste operazioni censorie arrivano da stati solidamente repubblicani come Texas, Florida e Oklahoma. In testa alla classifica c'è anche la democratica Pennsylvania, grazie però agli sforzi del distretto scolastico di Central York, che con 441 libri messi al bando detiene il record nazionale per quest'anno. Indovinate da chi è governato? Proprio così, in maggioranza dai repubblicani.


La messa all'indice di libri considerati scomodi o pericolosi non è certo una novità, ma uno dei cambiamenti più preoccupanti evidenziati dal rapporto è l'origine di queste azioni di censura. Se storicamente iniziative di questo tipo venivano, oltre che dagli organi amministrativi delle scuole stesse, da associazioni di genitori e gruppi religiosi - ed è ancora così nella maggior parte dei casi - non può non far sobbalzare sulla sedia il fatto che addirittura nel 41% dei casi, nell'ultimo anno, le richieste di rimozione di questi libri siano arrivate direttamente da amministratori ed esponenti politici, in palese violazione del Primo Emendamento e di diverse sentenze della Corte Suprema.


Visto che in questi giorni i media nostrani, nell'ansia da appeasement verso Giorgia Meloni e il suo governo in via di formazione, hanno sottolineato i fortissimi legami tra la prossima presidente del consiglio e la destra USA, ci domandiamo se questo trend è destinato a sbarcare anche dalle nostre parti.

Nel frattempo, consiglio a tutte e tutti di scorrere l'indice dei libri messi al bando, e di leggerli tutti.

Tanto per ribadire che, mi sia concessa la citazione, "l'ignoranza non ha mai aiutato nessuno".