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  • Immagine del redattore Paolo Cosseddu

Il duetto

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Immaginatevi la meraviglia - se davvero si terrà - dello scontro tivù tra la presidente del Consiglio e la leader dell’opposizione: voi avete tagliato qui, eh già ma siete voi che avevate già tagliato là, ma Lei era ministro, ma voi eravate al Governo, e così via con Vespa che sottolinea ogni passaggio con un breve verso gutturale, tipo il pim-pam di una semifinale degli Open, e il pubblico che stramba la capoccia da un lato all’alto del maxischermo rigorosamente 4K Hdr, perché non bisogna perdersi nemmeno una smorfia, una rughetta da stress, niente. E le tifoserie che si gasano, poi: hai visto come gliele ha cantate, sì ma lei gliele aveva cantate prima, una specie di riproposizione in scala del duello tra Godzilla e King Kong fatto dai bambini con i pupazzetti, una natività di paese con i Lego al posto dei pastorelli, in quanto comodamente intercambiabili esattamente come gli elettorati coi loro eletti, che infatti si meritano a vicenda come noto, due ore tiratissime di noia da sfondarsi le gonadi ma al tempo stesso esaltanti, e che riverbereranno nelle ere a venire ovverosia almeno per i prossimi tre scrolloni di Twitter, roba grossa insomma.

 

Chissà cosa si staranno dicendo in questi giorni di trattative i rispettivi staff, ah come sarebbe bello essere una mosca e volare in quelle segrete stanze per origliare, anzi meglio ancora, un orso bruno adulto strafatto di cocaina, come in quel film dell’anno scorso che era ispirato a un fatto quasi accaduto, o se non altro auspicabile in questa particolare variante. Quante domande, di che durata le risposte, quali gli argomenti che si potranno toccare e quali no: troverà spazio il dibattito sul rapporto tra influencer e beneficenza? Gli italiani vogliono sapere, e purtroppo è pure vero, e se non si potrà arrivare a discutere di questioni così esiziali potremo almeno sentirle discutere dei meme più popolari, o al limite di quel filmato virale in cui due cani si abbaiano, si abbaiano, separati da un cancello, poi il cancello si apre e i due cani improvvisamente sono amiconi? Mica per simbolismo, ci mancherebbe, solo per il LOL.

 

E in seguito, possiamo contare su un extra da dvd per chi ancora li compra, ovvero gli anziani che costituiscono la base elettorale di entrambe, insomma un dietro le quinte con qualche battuta rubata, uno speciale, un documentario di Netflix magari intitolato Uniche, in cui si commuovono e dicono alla telecamera quello che non si sono dette di persona? O ancora, qualche battuta rubata, le due che arrivano agli studi Rai con i rispettivi codazzi, si salutano, selfie di rito e una chiede all’altra “Ma tu ti sei preparata sull’Europa? Io no”, “Nemmeno io, che facciamo la saltiamo?”, “Ma non siamo venute qui apposta perché si vota fra qualche mese?”, “Ma checcefrega a noi”, e giù a ridere, ridere, ridere.

 

Altro? Magari i superospiti, un momento in cui Vespa dirà “è venuto a farci una sorpresa lo zio Orban”, oppure una sagoma dietro un vetro oscurato da cui vengono giudizi severissimi sull’impiattamento, e poi - sorpresa! - si scopre che è Giuseppe Conte, non sarebbe fantastico? Ma anche un duetto, perché no, magari con Calenda che prima canta con una, poi con l’altra, poi lo mollano solo sul palco e si guarda intorno perplesso chiedendo “che succede?”. Alla fine titoli di coda e il doveroso disclaimer, “nessun argomento serio è stato trattato durante questo confronto”, ci mancherebbe. Ma pensate che bello, per due ore un’Italia di strade deserte, tutti davanti agli schermi a tifare, i pochi esclusi che si affacciano alle finestre del pianterreno per chiedere se Meloni ha fatto palo, nei salotti le scommesse pronte sul Fantaduello, i drinking game con gli shottini di vodka da scolare ogni volta che una delle due dice “anche voi però”, e in sottofondo le sirene delle ambulanze che corrono a intervenire per i tanti coma etilici.

 

Poi, il giorno dopo, i giornali che raccontano le vittorie di entrambe, a seconda del lettore di riferimento, tutti che ne parlano prendendo il caffè al mattino, negli uffici, sui tram, nelle chat piene per una volta non solo di foto genitali a meno che, certo, pensandoci bene, c’è quel documentario su Raffaella Carrà, in effetti dicono che sia molto bello. Mitica Raffa: ahh ahh, ahh ahh, a far l’amore comincia tu, ahh ahh, ahh ahh…

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