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  • Immagine del redattoreFranz Foti

Negazionista, sovversivo, antiabortista, omofobo: ecco la terza carica dello stato USA


E così alla fine l'ultradestra trumpista ha messo il suo uomo nello scranno più alto della House of Representatives. Questa notte (fuso italiano) a Washington si è tenuta l'ennesima votazione per la nomina del nuovo speaker della Camera - dopo aver defenestrato Kevin McCarthy e dopo aver tenuto ferme le istituzioni per quasi un mese mentre si consumava una sorte di "notte dei lunghi coltelli della marmotta", in cui ogni giorno bande di pugnalatori istituzionali affossavano questa o quella candidatura - ed è stato eletto Mike Johnson, un parlamentare della Lousiana al quarto mandato e pressoché sconosciuto al grande pubblico.

Ma pur non avendo mai occupato un posto di rilievo sulla ribalta della politica mediata statunitense, Johnson sembra avere i numeri per essere un ottimo rappresentante forse non delle istituzioni americane, ma sicuramente dello stato della maggioranza repubblicana.


I trumpiani ultraortodossi hanno infatti chiarito da subito, dopo l'eliminazione del "troppo moderato" McCarthy, che stavolta avrebbero messo uno dei loro a condurre i giochi nella House, arrivando al punto di paventare - come vi avevamo raccontato su questa rivista - di eleggere lo stesso Trump a questo ruolo.


Il loro candidato di punta Jim Jordan - padrino dell'estrema destra nelle istituzioni americane - non è riuscito a trovare una maggioranza disposta a votarlo nemmeno dopo averci provato per 18 giorni, e dopo qualche giornata di panico e caos istituzionale - d'altra parte come sostituire un uomo perfetto, che l'ex leader repubblicano John Boehner aveva definito anni fa un "terrorista istituzionale"? - ecco spuntare dal cilindro il nome di Johnson, che effettivamente non sarà perfetto come Jordan - un ex allenatore di lotta greco-romana che ha passato una vita nelle istituzioni a difendere gli americani dai rischi della sanità pubblica, degli ammortizzatori sociali e della progressività fiscale - ma poco ci manca.


Questo avvocato di Shreveport, Louisiana, ha infatti alle spalle una brillante carriera legale costruita in anni di lotte senza quartiere contro i diritti civili. Esponente di spicco della Alliance Defending Freedom, un'organizzazione lobbistica di estrema destra ultra-cristiana, ha condotto per anni battaglie legali in diversi stati e a livello federale contro i matrimoni gay, i diritti riproduttivi delle donne, i diritti delle persone trans e più in generale contro tutti i diritti civili che considereremmo patrimonio comune di una moderna società libera e democratica.


Coerentemente, anche nelle istituzioni ha saputo schierarsi dalla parte del male in tutte le battaglie che contano. Vi basti sapere che è stato uno dei 147 parlamentari a votare contro il riconoscimento della vittoria elettorale di Biden alle elezioni del 2020 e a votare sistematicamente contro la creazione di una commissione parlamentare di indagine sull'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.


Ah, Johnson è anche un negazionista del cambiamento climatico, ça va sans dire.


Quindi il secondo in line di successione per la Casa Bianca - dopo la Vicepresidente Kamala Harris - è da oggi un negazionista, sovversivo, antiabortista e omofobo: il sogno trumpista di trasformare un passetto alla volta gli USA nella Gilead de "Il racconto dell'ancella" è più vivo che mai.

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