• Paolo Cosseddu

Pedalare

È ora di spegnere il Condizionatore: questa volta non per ragioni ambientali o energetiche, perché il condizionatore è Carlo Calenda, colui che condiziona. Il dibattito, di sicuro, e poi perché, beh, pone condizioni. In questo è molto bravo. Ha monopolizzato la scena per due settimane, ieri ha finalmente chiuso l’accordo col Pd, strappandone uno molto vantaggioso, almeno per lui. Ora, gentilmente, possiamo occuparci della campagna elettorale? Perché ecco una notizia: la destra l’ha già iniziata, da un pezzo.

Nessuno sembra farci caso, e tutti continuano a commentare la fiction Casa Calenda, anche dopo il finale di stagione. Non solo a sinistra-sinistra, dove i distinguo montano come la panna. No, anche tra i liberal che, invece di festeggiare la secchiata di posti garantiti, ieri hanno invaso la pagina di Azione con centinaia e centinaia di reazioni furibonde. Chi pensa che la categoria dell’elettore deluso sia esclusiva della sinistra dovrebbe andare a leggerseli, scoprirebbe un mondo.

Ma, a prescindere che i delusi siano più al centro o più a sinistra, il fatto è che è inutile discuterne. Ognuno deve giocare la sua partita, ognuno deve prendere i voti. Ognuno dovrebbe combattere le proprie battaglie, invece di star a discutere quelle altrui. E chi ha più filo, come dice il proverbio, tesserà la tela più lunga. Alla fine, tutti questi ragionamenti su chi sta con chi e su chi sta con chi non dovrebbe stare, si vaporizzeranno all’istante nel momento in cui, il 26 settembre, arriveranno i risultati delle elezioni. Quindi, pedalare. Anche se certo, non è facile. Certo, il panorama è desolante.

Ma, o si accetta che tra noi ci siano differenze, e si cercano i punti in comune, oppure è meglio che ognuno si faccia il proprio personale partito su misura. E ci siamo quasi, per la cronaca: non è che a sinistra – e, come si diceva, anche al centro – manchi l’offerta. Però allora smettiamo di chiedere l’unità, per cortesia, ognuno corra per se stesso e tanti auguri. Del resto, a destra stanno già scegliendo i ministri.